Marcia indietro della Ue sulla responsabilità dell’intelligenza artificiale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Commissione europea ha deciso di ritirare la proposta di direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale, presentata nel 2022 con l’obiettivo di aggiornare il quadro normativo Ue in materia di responsabilità civile, introducendo per la prima volta regole specifiche per i danni causati da sistemi di IA ad alto rischio. La direttiva, che avrebbe obbligato gli sviluppatori, anche non europei, a fornire alle autorità informazioni utili per stabilire chi rispondesse in caso di danni provocati da algoritmi, è stata stralciata dal programma di lavoro di Bruxelles. Palazzo Berlaymont ha motivato la scelta affermando che “nessun accordo è prevedibile”, lasciando intendere che il contesto internazionale, segnato da tensioni e divergenze, non avrebbe permesso un’intesa condivisa.

La decisione arriva dopo le critiche sollevate dal vicepresidente americano J.D. Vance, che aveva espresso forti riserve sulla proposta europea, considerata un ostacolo per gli sviluppatori statunitensi. Le pressioni di Washington, dunque, hanno avuto un peso significativo, tanto da spingere la Commissione Ue a fare marcia indietro. Un passo che non è passato inosservato, soprattutto in Germania, dove la cancelliera Angela Merkel e la Cdu hanno accusato la presidente Ursula von der Leyen di “cedere alle pressioni americane”, definendo la sua posizione “debole” e poco incisiva.

Il tema della responsabilità dell’intelligenza artificiale, del resto, è diventato centrale nel dibattito internazionale, come dimostrato dal recente summit di Parigi, che si è concluso con un sostanziale fallimento. Durante l’incontro, a cui hanno partecipato 61 Paesi, tra cui Cina e India, è emersa una spaccatura netta tra gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il resto dei partecipanti. Mentre la maggioranza dei Paesi ha sottoscritto un documento che chiede lo sviluppo di un’IA “aperta”, “inclusiva” ed “etica”, Washington e Londra si sono rifiutate di firmare, sostenendo che un eccesso di regole potrebbe frenare l’innovazione.

La divisione è stata ulteriormente evidenziata dalle parole di Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, una delle aziende leader nel settore, che ha definito il summit “un’occasione mancata”. Una dichiarazione arrivata pochi minuti prima che la notizia del rifiuto anglo-americano facesse il giro del mondo, confermando le difficoltà nel trovare un terreno comune su un tema così complesso e strategico.

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