Maria Pace presenta "ANTICO EGITTO - Le Piramidi"
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La "Mer... o Tomba Reale"
MER. Così, gli Antichi egizi chiamavano la Piramide: Mer, “dimora dello spirito”. Con il termine PER, invece, indicavano la Casa o il Palazzo in senso fisico. La parola HUT indicava, invece, la dimora in senso lato; HUT-KA, infine, era il nome assegnato alla tomba dell'uomo comune.
Era d’obbligo, tale premessa, per affermare che la Piramide, cioè la Mer, è una tomba o, più esattamente, il veicolo attraverso cui il Ka, lo spirito, del Faraone, poteva raggiungere gli Dei e farne parte. Non ci sono dubbi, ormai, che queste imponenti costruzioni siano dei monumenti funerari, ma che, a prescindere dalla sepoltura del sovrano, reale oppure nominativa, ciò non toglie che abbia potuto avere anche altri scopi e altre funzioni, ma, di certo, non può essere solamente un campione di misura o un osservatorio astronomico, come espresso da alcune bizzarre dottrine.

Al cospetto di strutture architettoniche immensamente grandi come le Piramidi egizie, l’espressione più immediata e spontanea dei più è del tipo: “Le Piramidi sono gigantesche, antichissime e completamente inutili”
Molto si è scritto su queste immense montagne di pietra costruite dall’uomo, sia nell’antichità che in tempi più recenti. Deduzioni ed opinioni in proposito non sono mai state concordi e ancora oggi non lo sono, eppure, una ragione o una finalità, il popolo nilotico deve averla avuta, per dedicare oltre un secolo della propria storia a mettere insieme più di venticinque milioni di tonnellate di pietra estratta da cave circostanti il sito o lontane anche ottocento chilometri, a voler citare solo le piramidi di Giza.
E non sono mancati tentativi di spiegare questo sforzo o di attribuire al grandioso progetto specifiche funzioni, talvolta fantasiose e bizzarre, come giungere a scomodare atlantidini ed alieni; l’archeologia, però, evidenzierà ben presto e dimostrerà che la funzione della Piramide era proprio quella di monumento funerario degli antichi Faraoni. La scoperta di Iscrizioni e di Testi Sacri Funerari, all’interno delle Piramidi, testimonia che proprio quella era la funzione dell’immenso complesso architettonico.
Le discussioni, però, si accendono soprattutto in presenza della piramide di Cheope, come se quella fosse l’unica e sola piramide eretta in Egitto e invece, le piramidi costruite in suolo egizio furono oltre ottanta, più piccole, ma di altrettanto straordinario interesse e di cui ci occuperemo in questo volume.
Per costruire le Piramidi di Giza, come si è detto, occorsero più di un secolo ed un enorme dispendio economico. Ed è da qui che nasce il grande interrogativo: che cosa spinse il Paese delle Due Terre a convogliare le proprie intere risorse, umane ed economiche, per la realizzazione di così dispendiosi progetti? In realtà, costruzioni di tali dimensioni, e non solamente in Egitto, hanno sempre destato meraviglia, stupore ed interrogativi, eccitato fantasie e creato folli esaltazioni, soprattutto a causa di ignoranza e disinformazione.
Ma perché proprio una costruzione a forma di Piramide? Quale fu il principio concettuale che spinse gli Antichi Egizi verso un tipo di costruzione come la piramide, figura semplice, astratta e perfetta? Quale idea, quale concetto o simbolo mentale si voleva rappresentare? Forse la forma del Tumulo Primevo, la prima terra emersa dal Caos Primordiale, edificio a forma di scala, puntato verso il cielo e collegamento celeste tra il Re defunto e le divinità: Horo, di cui era la personificazione e Ra, di cui era il Figlio regnante in terra? Lo scopo di queste immense montagne di pietra costruite dall’uomo fu davvero quello di seppellirvi tre Sovrani e trasferire nel monumento un concetto spirituale?
Forse non soltanto quello.
Innanzitutto, quale era la posizione di questi Sovrani all’interno del progetto? Quale il loro potere? Quale l'influenza?
E’ da tutti accettato che la costruzione delle Piramidi é legata a questioni dinastiche risalenti fino alla Seconda Dinastia
Questo libro non risponderà a tutte le domande, anche perché ogni giorno sorgono nuove domande, ma chiarirà alcuni aspetti di questo affascinante argomento.
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Maria Pace
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