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Arte e Cultura

KOHLHAAS di Marco Baliani e Remo Rostagno al Piccolo di Forlì

Marco Baliani "corpo parlante" rivede per la 1151.ma volta il testo di H. von Kleist
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

" Chi cercò la giustizia si fece giustiziere" così Marco Baliani, rifrendosi esplicitamente al dramma degli anni 70 in  Italia, ha commentato, Piccolo di Forlì, la sua 1151.ma replica di Kohlhaas, la narrazione tratta dal testo di H. von Kleist.

 Nessun giudizio morale o politico espresso direttamente, dunque, poichè tutto questo Baliani lo affida a ciascuno di noi, spettatori/attori davanti a Baliani, corpo e voce parlante, seduto davanti a noi.

Quello che resta evidente, comunque, è l'indifferenza e la violenza del potere, nella Germania del 1500 come nei nostri giorni.

 "Nel mio racconto orale, commenta Marco Baliani,  è come se avessi aggiunto allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma dalla mia esperienza, teatrale e narrativa, dal mio mondo di visioni e di poetica.

Così ad esempio tutta la metafora sul cerchio del cuore paragonato al cerchio del recinto dei cavalli, che torna più volte nella narrazione, come luogo simbolico di un senso della giustizia umanissimo e concreto, è una mia invenzione, nel senso etimologico del termine, qualcosa che ho trovato a forza di cercare una mia adesione al racconto di Kleist.

Così via via il testo originale si è come andato perdendo e ne nasceva un altro, un work in progress alla prova di spettatori sempre diversi, anno dopo anno, in spazi teatrali e non, secondo un procedimento di crescita che ai miei occhi appare come qualcosa di organico, come mi si formasse tra le mani un organismo vivente sempre più ricco e differenziato.

Accade nell’arte del racconto orale che per cercare personaggi interiori occorra compiere lunghi percorsi, passare attraverso storie di altre storie, sentirsi stranieri in questo mondo dopo aver tanto peregrinato, fino a trovare quel punto incandescente capace di generare a sua volta nell’ascoltatore un mondo di visioni, non necessariamente coincidenti con le mie.

L’arte sta nel non nominare troppo, nel cogliere il cuore di un’esperienza con pochi tratti lasciando molto in ombra, molto ancora da compiersi.

Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

Le domande morali che la vicenda solleva e lascia sospese, mi sembrarono, quando cominciai ad affrontare l’impresa memorabile del racconto, un modo per parlare degli anni ’70, per parlare di quei conflitti in cui venne a trovarsi la mia generazione, quella del ’68, quando in nome di un superiore ideale di giustizia sociale si arrivò a insanguinare piazze e città.

In fondo, a voler rivedere all’indietro il mio percorso artistico, senza Kohlhaas non sarei arrivato a raccontare Corpo di Stato, racconto teatrale andato in onda in diretta televisiva la notte del 9 maggio, vent’anni dopo la morte di Moro, a poter ritrovare i medesimi conflitti, riuscendo questa volta a parlarne dall’interno, come soggetto coinvolto nei fatti narrati.

Un tema antico dunque, tragico nella tradizione e nella forma, che continua a catturarmi, perché il narratore non può che narrare ciò che epicamente lo coinvolge nell’intera sua persona, a me succede così: non potrei raccontare qualsiasi cosa.

(Marco Baliani)

 Emozionante, sempre vivo una grande prova d'attore.

Il racconto più forte della letteratura tedesca».
Thomas Mann

«Non riesco a pensare a quest’opera senza essere travolto dalla commozione e dall’entusiasmo».
Franz Kafka

«Non siamo nulla, in confronto a Kleist».
Rainer Maria Rilke

Kohlhaas

di Marco Baliani e Remo Rostagno

dal racconto “Michele Kohlhaas” di H. von Kleist

attore narrante Marco Baliani

regia Maria Maglietta

produzione Trickster Teatro

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Giancarlo Garoia
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