"Chiudere il carcere giudiziario di Regina Coeli per cancellare dal centro di Roma lo scempio del carcere preventivo fatto di degrado, sovraffollamento e negazione dei diritti umani, come più volte riconosciuto e sanzionato dalla Corte Europea di Strasburgo.
In questo modo si potrà restituire a Roma un grande spazio in pieno centro ,tra le pendici del Gianicolo ed il Tevere, a due passi dal Vaticano, dove possa sorgere un grande centro culturale con all’interno il museo della Libertà e dei diritti umani, spazi per concerti e atelier gratuiti che possano ospitare giovani artisti contemporanei i quali in cambio doneranno delle opere alla collezione permanente del museo che in questo modo si alimenterà senza oneri grazie al talento ed alla creatività dei giovani di tutto il mondo", è la proposta di Paolo Guzzanti, ex senatore, giornalista e oggi candidato capolista in Campidoglio per Rete Liberale a sostegno di Alfio Marchini
L'iter per chiudere il carcere e aprire il Museo della Libertà lo delinea lo stesso Guzzanti: "basterà che nella riforma della Giustizia che il governo presenterà alle Camere in Estate, il ministro Orlando preveda la chiusura del carcere e si individui di concerto con il Comune un’ area per la costruzione di un carcere giudiziario fuori dal centro storico, molto più piccolo, moderno, adeguato e che rispetti i diritti umani come richiesto dalla corte europea di Strasburgo".
"Il Museo della Libertà e dei Diritti potrebbe rappresentare una struttura dove cultura e libertà vadano a sostituire luoghi di pena e violenza", conclude Guzzanti.