"Mille e una Notti" sulle colline e nei borghi della Valconca, Rimini, sesta edizione del progetto ideato e diretto da Città Teatro con suggestive narrazioni tra albe e tramonti
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Mille e una Notti sulle colline e nei borghi della Valconca, Rimini, dal 7 agosto al 2 settembre 2025, la sesta edizione del progetto ideato e diretto da Città Teatro con suggestive narrazioni tra albe e tramonti.
Protagonista di quest’anno,, è il Decamerone di Giovanni Boccaccio, per celebrare i 650 anni dalla morte del poeta di Certaldo.
Scritto durante la peste nera del Trecento, quando la paura e la morte svuotavano le città, questo libro raccoglie cento novelle narrate da dieci giovani rifugiatisi in campagna. È la fuga dal caos di un mondo in rovina, nel tentativo di trovare protezione dalla paura e dalla morte. 650 anni dopo, anche noi ci ritroviamo nei borghi della Valconca, in un tempo che ci appare fragile e incerto. Come loro, cerchiamo insieme un “equilibrio sopra la follia”, un piccolo spazio di tregua in cui le storie ci aiutano a ritrovare un senso di comunità e di leggerezza.(Davide Schinaia, regista)
Mille e una notti in Valconca 2025 è promosso da Unione Valconca con il contributo della Regione Emilia-Romagna e Visit Romagna; quest’anno il progetto ha ottenuto il finanziamento del Ministero della Cultura - progetti speciali.
Con la collaborazione di Montagna mia- ER i festival dell’Appennino in Emilia-Romagna e La Valle delle Vacanze.
La prima giornata, Giovedì 7 Agosto 2025, ore 19.30 - Tramonto - a MONTEFIORE , nel Cortile della Rocca Malatestiana ha visto, dal Decamerone I, le novelle "Ser Ciappeletto, il falso santo", "Il re e le sorelle ", "Il cuore servito in tavola", "Pozzo, pietra e porta" , narrate e danzate da Mirco Gennari, Irene Papotti, Giorgia Penzo, Davide Simonetti, Graziano Giovanetti, " l'allegra brigata" del Boccaccio.
Tema principale della pima novella la corruzione dei potenti e la condanna (non moralistica, ma spesso con lo strumento del riso e della "beffa" arguta) dei vizi degli strati più elevati della società. Lui è un incallito peccatore riesce, in punto di morte, ad ingannare i suoi confessori e a passar per santo, con tanto di seguito di fedeli devoti.

Il Decameron passa subito alla vivace caratterizzazione di Ciappelletto - con l'appellativo di "ser" poiché notaio -, figura che incarna tutti i vizi e i difetti umani:
Aveva oltre modo piacere, e forte vi studiava, in commettere tra amici e parenti e qualunque altra persona mali e inimicizie e scandali, de’ quali quanto maggiori mali vedeva seguire tanto più d’allegrezza prendea.
Ma. alla fine, illudendo in punto di morte anche l'ingenuo pretino, ne esce santificato!
Nella seconda novella il tema dei rapporti tra fratelli e sorelle, o tra re e i suoi sudditi, presente in diverse novelle, assieme a quello del potere regale e delle relazioni familiari.
Nella terza novella il tema degli amori infelici
"Messer Guiglielmo Rossiglione dà a mangiare alla moglie sua il cuore di messer Guiglielmo Guardastagno ucciso da lui ed amato da lei; il che ella sappiendo poi, si gitta da un’alta finestra in terra e muore, e col suo amante è sepellita".
Nella quarta novella, l'astuzia femminile che governa, alla fine, i rapporti familiari.
Un insieme di sensazioni, atteggiamenti, rapporti sempre attuale e narrato dagli artisti di Città Teatro con grande arguzia.
Prossimo appuntamento:
Venerdì 8 Agosto, ore 19.30 – Tramonto
SALUDECIO, Piazza Domenico Masi, centro storico
Decamerone II
Il cuore in coppa / I tre colpi di Andreuccio, prima parte / I carboni di San Lorenzo / Il diavolo nell’inferno (Attenzione, contenuti “piccanti”)
con Mirco Gennari, Irene Papotti, Giorgia Penzo, Davide Simonetti, Graziano Giovanetti
A seguire: brindisi
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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