La memoria come materia narrativa

Nel mondo narrativo di Corrado Prever ogni dettaglio sembra custodire un significato ulteriore. Questa intervista prova ad avvicinarsi alla sua visione letteraria, al valore del silenzio e alle scelte che danno forma a un racconto complesso ma accessibile, capace di lasciare una traccia emotiva sincera.
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Nel romanzo scrivi che Nicole “non faceva nulla per farsi notare, eppure la si notava”. È una frase che sembra parlare anche della letteratura stessa. Pensi che oggi i libri debbano gridare per essere ascoltati o credi ancora nella forza silenziosa delle storie?

Questa è una domanda difficile, probabilmente esiste una forza delle storie ma di certo il mondo attuale dell'editoria è davvero un muro di gomma. Per questo ho deciso di seguire la via dell'autopubblicazione, volevo che la storia diventasse reale, oggettiva, volevo poter tenere in mano la storia e sfogliarla.

Xavier conserva lo scontrino con il numero di Nicole come se fosse un reperto archeologico. C’è un parallelo voluto tra l’archeologia e la memoria emotiva?

Interessante, non avevo mai pensato allo scontrino in tal senso, ma come dicevo non è una storia: sono fatti, eventi, scontrini, statue, dipinti, rovine. Memorie che svaniscono nel tempo per poi tornare inaspettate e curiose, osservandoci in attesa del nostro passaggio in questa vita.

Nel tuo percorso personale, quanto è stato difficile proteggere questa storia dal tempo, dalle distrazioni, dalla vita reale che inevitabilmente interferisce?

Non è stato facile, scrivere vuol dire imparare un mestiere oltre a quello che mi permette di pagare le bollette di casa. Le nottate non si contano, i litri di caffè neppure.

Fortunatamente lavorando da remoto come webmaster posso organizzare il tempo che ho a disposizione ma non è facile voler far tutto. Organizzazione e disciplina sono essenziali, senza non arrivi alla fine dell'opera. Sfato anche io il mito dello scrittore ispirato che in un paio di notti insonni scrive il suo capolavoro.

Guardando al futuro, ti senti ancora legato a questo universo o hai bisogno di allontanartene per non rimanere intrappolato nella sua atmosfera?

Al momento sono ancora completamente coinvolto nella storia e non riesco a staccarmene, sono tornato a Bangkok per qualche mese sperando di allontanarmene ma è sempre lì.
Vedremo se riesco a pensare a qualcosa di completamente differente, ma devo anche capire in merito al Riflesso della Chimera come reagiranno i lettori, gli editori, eventuali concorsi.

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