CASTELLI DI RABBIA di Alessandro Baricco, nell'adattameto teatrale e regia di Valter Malosti in prima nazionale alla Arena del Sole di Bologna
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Castelli di rabbia, il primo testo narrativo di Alessandro Baricco, (Prix Médicis étranger e Premio Selezione Campiello), nell'adattameto teatrale e regia di Valter Malosti in prima nazionale alla Arena del Sole di Bologna
Lo spettacolo, una co-produzione internazionale di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale con Hrvatsko Narodno Kazalište Ivana Pl. Zajca – Croatian National Theatre Ivan Zajc Rijeka, che ha debuttato in prima assoluta il 17 ottobre a Rijeka, vede in scena un cast di attori italiani e del Dramma Italiano del Teatro Nazionale Croato di Fiume e, dopo l'ìArena del Sole di Bplpgna, sarà al Teatro Storchi di Modena dal 4 al 7 dicembre 2025.
Nella narrazione di "Castelli di rabbia" si immagina che, a Quinnipak.ci sia una locomotiva di nome Elizabeth, la locomotiva del signor Rail. A Quinnipak si suona l'umanofono, lo strumento del signor Pekish. Quinnipak è un luogo dove chi vive o chi ci arriva ha una storia scritta addosso. Quinnipak è un luogo immaginario.
Ambientato in un luogo immginifico e in un’epoca indefinita, il romanzo esplora temi universali come il sogno, l’illusione e la ricerca della felicità attraverso le storie intrecciate di personaggi singolari.
Rail è un uomo che sogna di costruire una ferrovia che colleghi Quinnipak al resto del mondo, simbolo del desiderio di progresso e di apertura verso l’esterno. La sua determinazione nel realizzare questo progetto rappresenta la tensione verso l’innovazione e la modernità.
Pekisch, invece, è un musicista che aspira a creare un’orchestra capace di suonare una musica mai udita prima, espressione della ricerca dell’arte pura e dell’assoluto. La sua figura incarna l’artista alla perenne ricerca della perfezione e dell’originalità.
Intorno a loro gravitano altri personaggi, ciascuno con i propri sogni e le proprie ossessioni, che contribuiscono a creare un mosaico narrativo ricco e complesso. Le loro vicende si intrecciano in un gioco di rimandi e simboli, costruendo un affresco che esplora le aspirazioni umane e le sfide nel realizzarle.Scriveva Baricco all'uscita del testo " Consegno al lettore un’idea di tempo, di pause, di respiri, di velocità…
"I miei romanzi sono pieni di musica e di musicisti, di sintassi e strutture musicali - scrive Baricco - Il cuore di Castelli di rabbia è la scena in cui le due bande che partono dagli estremi del paese s’incontrano. È quello il punto attorno al quale si costruisce il romanzo, è lì che tutto si intreccia. E il movimento delle bande è assolutamente lo stesso movimento della scrittura".
Davanti a questa idea ispiratrice e ai lampi di immaginazione che colorano il testo, davanti a questa continua ricerca di una "voce perduta", di "note perdute", Valter Malosti, regista ed autore dell'adattamento teatrale, commenta:
"In questi anni ho cercato di esplorare teatralmente la lingua italiana in una sorta di corpo a corpo entusiasmante– e una delle prime fascinazioni che ho per un testo da mettere in scena, di qualunque forma esso sia, nasce certamente dalla lingua ma soprattutto dal suono di quella lingua, dalla sua musica. Di Castelli di rabbia mi ha appunto colpito la grande ricchezza dell’impasto linguistico, stilistico e sonoro, e dunque la sua indubbia evidenza orale. Una scrittura che ha una chiara e netta forza musicale oltre che teatrale, quasi una partitura"
Proprio da questa centralità della musica si muove, ora, la regia. Un lavoro corale con attori-cantanti (in scena gli interpreti dell’ensemble del Dramma Italiano di Fiume accanto ad un nutrito gruppo di giovani attrici e attori di grande talento) che eseguono in scena le struggenti partiture vocali del compositore Bruno De Franceschi, coadiuvato nella sua ricerca da Andrea Cauduro.

Il progetto sonoro realizzato da Gup Alcaro dà spazialità e ambiente a voci e suoni, intrecciandosi con il movimento musicale della scrittura che è naturalmente il cuore pulsante del progetto. Una favola crepuscolare e pirotecnica carica di stupore e ironia «dove – afferma ancora il regista – a trionfare sulla vita è, amaramente, l’immaginazione».
Per cui al termine, ci chiediamo "Chi ha immaginato, Baricco, Malosti o noi?"
* Dal romanzo di Alessandro Baricco
adattamento teatrale e regia di Valter Malosti
con Beatrice Vecchione, Dario Battaglia, Andrea De Luca, Noemi Grasso, Federico Palumeri, Jacopo Squizzato e con gli attori dell’ensemble italiano del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di RijekaAurora Cimino, Serena Ferraiuolo, Giuseppe Nicodemo, Mirko Soldano, Leonora Surian Popov, Andrea Tiche conTancredi Del Duca ed Ettore Osti nel ruolo del piccolo Pehnt
musiche originali e cori Bruno De Franceschi
luci Umberto Camponeschi
scene Ljerka Hribar
costumi Manuela Paladin Šabanović
progetto sonoro Gup Alcaro
maestro collaboratore e chitarra elettrica live Andrea Cauduro
assistente alla regia Jacopo Squizzato
assistente scene e costumi Ivan Botički
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in coproduzione con Hrvatsko Narodno Kazalište Ivana Pl. Zajca – Croatian National Theatre Ivan Zajc Rijeka (Croazia) – Dramma Italiano
Si ringrazia Flavio Pieralice per aver dato voce alle lettere di Pehnt
nell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna
foto di scena di Petra Šporčić
disegno Stefano Ricci
Il testo “CASTELLI DI RABBIA” di Alessandro Baricco è rappresentato in Italia dall’Agenzia D’Arborio 1902 Srls – Roma.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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