L’Università Popolare degli Studi di Milano al fianco delle donne

La violenza sulle donne non va contrastata solo il 25 novembre, questo si sa, ma quale migliore occasione della simbolica Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne per esprimersi sull’argomento?
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La violenza sulle donne non va contrastata solo il 25 novembre, questo si sa, ma quale migliore occasione della simbolica Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne per esprimersi sull’argomento?

L’Università Popolare degli Studi di Milano, rappresentata dal rettore Giovanni Neri, ha colto al balzo l’occasione per schierarsi dalla parte di tutte le donne, e lo ha fatto tramite un intervento su Radio Italia, partecipando all’incontro creato dall’associazione No Violence.

La triste realtà

Purtroppo, ancora oggi in Italia sono migliaia le donne che tutti i giorni subiscono violenze psicologiche e/o fisiche. Molto spesso le donne vengono molestate e violentate per le strade, sui posti di lavoro, ma soprattutto nel luogo in cui dovrebbero sentirsi al sicuro e protette: le mura domestiche; moltissime testimonianze raccontano infatti che gli abusi provengono direttamente dal proprio partner attuale o ex partner.

Prevenire è meglio che curare

Il Rettore dell’ateneo, nonché professore Ordinario di Criminologia e Scienze investigative, ha deciso di trattare l’argomento secondo l’approccio scientifico analizzando così il profilo criminologico dell’aggressore.

Dalle sue parole è emerso che le donne siano la categoria preferenziale dal punto di vista vittimologico in quanto considerate dalla mente del criminale come soggetti facilmente aggredibili, così come potrebbero esserlo altre categorie di persone definite più deboli come i bambini o gli anziani.

Le donne non ricevono al giorno d’oggi una tutela adeguata in merito all’argomento. Il rettore sottolinea come la legislazione italiana sia ancora troppo scarna di leggi che possano prevenire la violenza di genere, sono infatti presenti diverse norme sanzionatorie che però, in quanto tali, vengono applicate solamente dopo che la violenza è già stata esercitata e subita dalla vittima.

Anche la professoressa e criminologa Maria Gaia Pensieri esprime la sua opinione professionale in merito: per evitare le violenze si deve partire dall’educazione e dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni, nonché dal trattamento degli uomini violenti. È importante ricordare a tutti che il rispetto della persona deve essere inalienabile.

Allo stesso tempo rimane essenziale che le vittime abbiano la forza e il coraggio di denunciare eventuali abusi e violenze, e di vitale importanza è dare loro un’adeguata successiva tutela per evitare che le ire del loro aggressore si ripercuotano ancora più accanitamente e ferocemente.

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