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Arte e Cultura

"Alice in Wandering" la fragilità delle malattie neurodegenerative al Teatro Arena del Sole di Bologna

La compagnia KNK Teatro di Chiara Callegari e Simone Luglio con un lavoro che racconta di fragilità, smarrimento, cura e responsabilità collettiva
Forlì, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

 “Alice in Wandering” che il duo KNK Teatro di Chiara Callegari e Simone Luglio porta in scena in prima assoluta all’Arena del Sole fdi Bologna ino all’8 marzo 2026, nasce da una esperienza diretta. Così la racconta Simone Luglio:

«Quando alla madre di Chiara (Callegari) hanno diagnosticato l’Alzheimer abbiamo capito che c’era bisogno di raccontare la malattia ma anche la condizione che vivono i familiari. Perché all’inizio ci si vergogna, la malattia viene nascosta, non se ne riesce a parlare».

Il riferimento è alla “Alice” di Lewis Carroll:

«Il pozzo in cui cade Alice per noi rappresenta l’inizio del decadimento ma nella favola ci sono tante situazioni che ricordano il mondo dell’Alzheimer. Le lancette dell’orologio diventano un mistero per i malati che, come la bambina di Carroll, vogliono sempre tornare a casa. Sono persone che vanno in wandering, cioè in vagabondaggio, perché non si sentono mai nel posto giusto. E la regina rappresenta il burnout del caregiver, il suo crollo psicologico, fisico e mentale. Volevamo raccontare l’Alzheimer con un tocco di leggerezza, perché non ci travolgesse».

Alice in Wandering”, un lavoro che racconta di fragilità, smarrimento, cura e responsabilità collettiva, parla, già dal titolo, sul vagare disorientato tipico di molte persone con demenza, e il “wondering”, il domandarsi continuo su chi si è e dove si è finiti. Smarrimento e interrogazione convivono nella stessa parola e nella performance.

In Italia sono oltre sei milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte da patologie neurodegenerative, nel mondo 55 milioni. Eppure il tema resta spesso confinato al silenzio o lasciato alla cura ed alla pietà individuali.

 Alice in Wandering tenta un’altra strada: sottrarre la fragilità tanto alla rimozione quanto alla spettacolarizzazione, scegliendo la metafora come strumento etico prima ancora che estetico.

Alice invade la platea, si perde tra gli spettatori, chiede aiuto. Il pubblico non resta osservatore neutrale, ma viene chiamato a una responsabilità concreta. È in questo passaggio che la fragilità diventa fatto collettivo.

Se la malattia entra nella tua famiglia e tu ti esprimi attraverso il teatro, affrontarla con le lenti dell’arte può essere una buona cura, anche e perchè la nostra Alice, come i 55 milioni di malati nel mondo, a differenza dell'altra Alice, non si può fermare. Qui non c'è un finale  

 Azioni teatrali sotto il segno del "Wandering" sono presenti in varie parti del mondo, come  Il Wandering Theatre che ha sede a Philadelphia, Pennsylvania e il Wandering Aesthetics, la cui missione è trasformare la comunità rafforzando la connessione umana, l'empatia e il dialogo intellettuale attraverso la narrazione, con spettacoli dal vivo, lezioni e altri incontri culturali di qualità

Il tipo di teatro proposto richiede un alto livello di fiducia tra gli artisti, passione, impegno nel lavoro e un'alchimia sul palco che non può essere simulata: tutto questo KNK Teatro di Chiara Callegari e Simone Luglio mostra e ci offre, con amore e passione civile.

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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