Politica e Istituzioni
Roma, presidio di protesta di Militia Christi e Rete dei Patrioti contro il degrado in cui versa il quartiere Esquilino a Roma
L’iniziativa nasce anche all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza riportato dalla cronaca, che ha visto un giovane ferito da un pusher Tunisino senzatetto nei pressi del Colosseo, ennesimo campanello d’allarme su una situazione ormai percepita come fuori controllo. Un contesto che, secondo gli organizzatori, testimonia l’incapacità delle istituzioni di garantire tutela sia ai residenti sia ai più fragili, come i clochard abbandonati a sé stessi nella zona della Stazione Termini.
Durante il presidio si sono alternati gli interventi dei rappresentanti delle realtà promotrici.
Giustino D’Uva, della Rete dei Patrioti, ha denunciato senza mezzi termini il clima di degrado quotidiano vissuto dai residenti dell’Esquilino:
“Questo rione non può essere lasciato alla legge del più forte. I cittadini, i pellegrini, i turisti e soprattutto gli ultimi meritano un quartiere sicuro, ordinato e misurato sulla nostra identità storica e culturale. La nostra presenza qui è un atto di responsabilità”.
A seguire è intervenuto Valerio Arenare, Responsabile Nazionale del Movimento Patria Nostra, che ha sottolineato la dimensione più ampia della battaglia civile intrapresa dalle realtà presenti:
Lorenzo Roselli, dirigente di Militia Christi, ha insistito sulla necessità di un impegno quotidiano e strutturato da parte delle istituzioni:
“È inaccettabile che uno snodo cruciale come Termini sia divenuto terreno di nessuno. Non ci limitiamo a protestare: da anni proponiamo soluzioni concrete, ma chi dovrebbe ascoltare resta sordo. È tempo di rimettere al centro la sicurezza e la dignità umana”.
A concludere gli interventi è stato Fabrizio Lastei, fondatore e portavoce di Militia Christi, che ha riassunto la linea del presidio:
“La nostra battaglia è unica e si combatte su più fronti: culturale, sociale e morale. Sappiamo da che parte stare. L’Esquilino deve tornare ad essere romano, ordinato, vivibile e rispettoso delle radici cattoliche che hanno plasmato questa città. Non vogliamo sostituirci alle istituzioni, ma richiamarle ai loro doveri”.
Il presidio si è concluso con l’annuncio di nuove iniziative volte a mantenere alta l’attenzione su un tema che, secondo gli organizzatori, non è più rinviabile.
La richiesta è chiara: restaurare sicurezza, decoro e umanità in uno dei quartieri simbolo della Capitale, mettendo fine all’abbandono e all’indifferenza che lo hanno trasformato in un territorio vulnerabile e costantemente esposto a episodi di violenza e illegalità.