Trittico di giganti del '900 alla libreria San Paolo di Firenze. Intervista al prof. Franco Banchi sullo spirito di Camaldoli ed Alcide De Gasperi
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Professor Banchi, abbastanza particolare un'iniziativa che presenta contestualmente tre libri. Un commento ?
Giudizio estremamente positivo. Innanzitutto grazie ai tre autori, che si conoscono bene ed io definisco come "compagni di strada". Impegnati come sono in una comune missione: riportare alla luce, in una dimensione autentica, personaggi che vogliono restituire ai lettori, le coordinate, le pietre miliari, la vera bussola per capire alcuni dei più autentici valori della contemporaneità. Mazzerelli impegnato da sempre per restituire a credenti e non la dimensione vera del profeta di Barbiana; la prof.ssa Lo Sapio che dedica professione, insegnamento ed attività convegnistica a ripristinare il "contenitore" della famiglia, l'unico che può dare futuro alle giovani generazioni; chi vi parla, infine, concentrato, da insegnante, scrittore e politico, ad approfondire le coordinate atte a rifondare l'interesse per il bene comune.
Veniamo al suo libro, pubblicato da qualche anno, ma che sta tornando di moda: IL TEMPO DEI COSTRUTTORI
Non credo sia un caso. Mi piace ricordare il punto di partenza di questa avventura editoriale. La prima presentazione fu svolta nel seminario di Fiesole, voluta e presieduta da Mons. Simoni, già Vescovo di Prato uno dei più sensibili animatori nella CEI della pastorale sociale e politica. E da quel momento in poi, ogni presentazione è stata uno stimolo ed un incentivo a ripensare comunitariamente il percorso che i cristiani impegnati nel sociale e nella politica debbono ancora compiere ed è tanto. Come scritto nel sottotitolo del libro, l'obiettivo del testo è aprire il TEMPO DEI COSTRUTTORI attraverso la riscoperta della FUNZIONE ARCHITETTONICA DELLA POLITICA.
Cammino non semplice. Quali i passi da lei suggeriti ?
Cammino complicato, ma non è da cristiani partire con il freno a mano tirato. I passi suggeriti non sono miei, ma il "portato" di tanti giganti che ci hanno preceduto e, soprattutto, quello delle encicliche papali, della dottrina sociale della Chiesa e dei grandi pensatori della nostra cultura, che hanno coniugato spiritualità, studio e sollecitudine verso il bene comune
Ed inevitabilmente veniamo a De Gasperi...

Sì. Anche se mi piace in esordio ricordare Gaudì, che dopo la proclamazione come beato, è altro faro che ci illumina. La prima parte è dedicata proprio al grande architetto catalano, che ha progettato la stupenda cattedrale incompiuta della Sagrada Familia. Di lui ripropongo la risposta alla domanda di un giornalista, che chiedeva : "Quando finirà la cattedrale di Barcellona?" . La risposta un eccellente mini-trattato di teologia ed insieme vera architettura politica: "Non vorrei terminare io i lavori. L'uomo lavora solo quando la sua prospettiva è l'eternità". Ed è questa la propedeutica verso De Gasperi.
...Che immaginiamo sia la concezione architettonica della politica
Non sbaglia. Proprio così. De Gasperi, quasi nelle stesse settimane del Convegno di Camaldoli ( siamo nel 1943 ) scrisse Le idee ricostruttive della DC. E c'è un filo rosso che congiunge questi due momenti topici dell'Italia post guerra mondiale: l'idea di progetto che ricostruisce la vita di una comunità sia a livello materiale che morale. In queste pagine c'è un alto progetto che si rifà al personalismo comunitario ed ai concetti più alti del solidarismo sociale cristiano, dai principi della Rerun Novarum in poi. Da Camaldoli e da De Gasperi emerge uno stesso stile per i cristiani impegnati in politica. Qui si indica ed incarna un circolo virtuoso: grande spazio da lasciare alla cella interiore; necessità della formazione e della cultura previa; disponibilità a costruire un vero e proprio progetto, che non è un mero programma
Lei è molto attento a quello che dice De Gasperi a riguardo dei partiti, per lui addirittura fondamentali
Sì. è proprio così. Questa idea ricostruttiva degasperiana sembra andare proprio contro-corrente, visto lo stato di salute dei partiti nel presente. Credo però che questi principi non solo siano ancora validi, ma addirittura necessari per salvare il sistema dei partiti. Cosa scrive De Gasperi, solo qualche anno dopo le sue Idee ricostruttive: ""Per operare nel campo politico non bastano fede e virtù. Occorre un partito adatto ai tempi". Ecco quale esigentissimo quadro del partito nuovo viene descritto dal grande statista trentino. Deve essere un partito che abbia un progetto, organico, solido, fondato, nè solo programmatico, nè ideologico; deve avere un metodo proprio, quello della sintesi, e non finalità parziali; deve avere una responsabilità autonoma, quindi impermeabile rispetto ai potentati; deve essere di fattura e gestione democratica.
Franco Banchi, Il tempo dei costruttori. Note sulla funzione architettonica della politica, Edizioni de IL FARO, Trento
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