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Arte e Cultura

Antonio La Rosa racconta i suoi sogni in “Vivo dove sto”

Sognare, viaggiare, vivere il presente: sono i cardini della raccolta di pensieri poetici di Antonio La Rosa. Con “Vivo dove sto” l’autore invita a riflettere sul rapporto con se stessi e con gli altri, trasformando il libro in un ponte tra esperienze intime e orizzonti universali.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Un caro saluto a te, Antonio. “Vivo dove sto” vuole trasmettere degli insegnamenti particolari?

Un caro saluto anche a te. Grazie per avermi invitato a fare questa chiacchierata. Non so se ci sono insegnamenti in questo libro, almeno non insegnamenti volontari. VIVO DOVE STO vuole soprattutto insinuare dei dubbi, porre interrogativi, stimolare emozioni fino a incitare ad abbandonarsi al flusso per seguire il proprio cammino e saper vivere dove si è ovunque ci si trovi, sia fisicamente che emotivamente. Di sicuro vuole invitare ad aprirsi al viaggio, a ciò che la vita offre, accogliendo senza giudicare, nella bellezza che si cela dietro l’inatteso. Credo che ognuno possa trarre ciò di cui necessita nel momento specifico, in base a ciò in cui crede, alle esperienze passate e alla visione del proprio futuro.

Quali emozioni prevalgono all’interno della raccolta?

Emozioni relative al viaggio, al sogno. Si parla di stupore, di stato di gioia, di paura e di coraggio, di emozioni derivanti dal gioco.

In futuro, avresti intenzione di riproporre un segnalibro nelle copie cartacee delle tue opere?

Credo di si. Non te lo posso dire per certo, ma in generale è un processo creativo e divulgativo che mi sta dando grande soddisfazione. Il fatto di creare una grande tela con lo scopo di tagliarla in migliaia di pezzi, crea emozioni in grande contrasto fra loro, un misto fra eccitazione e nostalgia. Ma nel momento in cui inizia il percorso pittorico lo faccio con tutto l’amore possibile, come se la tela non dovesse essere tagliata. Nel momento in cui invece inizia la fase di taglio, avviene una sorta di catarsi, può sembrare esagerato eppure inizia un vero viaggio verso un bene superiore. Io sono una di quelle persone che verrebbe definita “accumulatore seriale” nel senso che adoro contornarmi di oggetti in apparenza inutili, ma che spesso mi raccontano delle storie e poi si trasformano in pezzi di sculture. Dico questo perché tagliare una tela in qualche modo diventa l’esatto opposto, è come spogliarsi di ogni cosa, liberarsi della materia per creare un valore quasi immateriale, ma che sarà quel filo trasparente capace di unire migliaia di estranei fra loro.

Perciò è probabile che accadrà anche per un libro futuro, forse creando una edizione limitata con una tiratura maggiore per dare la possibilità a più persone di possederne una copia. Fra non molto inizieremo la progettazione dell’evento per riunire i mille pezzi di VIVO DOVE STO. Sono eccitato all’idea e non vedo l’ora di potervela raccontare.

La letteratura, a tuo parere, può ancora unire gli esseri umani? Se sì, in che modo?

Si, ne sono certo. E lo fa in svariati modi. Intanto unisce migliaia o addirittura milioni di persone nella stessa storia, donando argomenti comuni, sebbene con sentimenti e reazioni che poi possono risultare uniche in base al vissuto di ogni lettore.

Unisce un gruppo di esseri umani che si innamorano della stessa scrittrice o dello stesso scrittore, di un titolo o di un genere letterario specifico. Unisce le persone che durante la presentazione di un libro si ritrovano in numero più o meno vasto e in qualche modo ti accorgi che si crea un legame fra loro. A questo proposito ti vorrei citare due esempi di presentazioni di VIVO DOVE STO, estremamente diverse fra loro, una in un piccolissimo teatro con circa 10 partecipanti e un'altra presentazione in una piazza con 150 posti a sedere pieni e qualche persona in piedi. In entrambi i casi sebbene le presentazioni siano state molto diverse fra loro per numeri e circostanze, quello che ho notato è che alla fine quelle persone estranee fra loro, arrivate anche con una certa schermatura, hanno infine iniziato a scambiarsi dei sorrisi, alcune persone hanno iniziato a conversare fra di loro, insomma è di questo che parlo, della possibilità di creare dei fili trasparenti.

Sai, mi piace pensare che un libro possa unire le persone seguendo l’equazione di Dirac, comunemente detta anche equazione dell’amore. Tale equazione dice, pressa poco, che due particelle unite per un certo tempo, quando si allontanano rimangono comunque “in contatto” fra loro continuando a condizionarsi a vicenda. Amo credere che ciò possa accadere anche a due o più esseri umani che ad esempio entrano in contatto tramite un libro, o nel caso di VIVO DOVE STO, divengono proprietari, oltre che di un libro, anche di un millesimo di quadro, che prima di prendere mille strade diverse è stato un corpo unico, tendendo un filo trasparente fra mille sconosciuti.

https://antoniolarosa.it/books/vivo-dove-sto/

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