Baba Jaga e il confine tra mito e realtà
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“Baba Jaga” utilizza una figura del folklore dell’Europa orientale per parlare di un tema molto attuale, quello dell’apatia sociale. L’impianto musicale si basa su un ritmo in 3/4 che costruisce un andamento quasi rituale. La band lavora molto sull’atmosfera e meno sull’effetto immediato, preferendo far crescere il brano passo dopo passo. La voce di Chris Lovesgod si inserisce bene in questo equilibrio, raccontando il testo con una certa teatralità ma senza cadere nell’eccesso.
Il risultato è una narrazione che rimane comprensibile anche a chi ascolta il pezzo per la prima volta. Nel corso della canzone si percepisce chiaramente la volontà di coinvolgere l’ascoltatore. Il momento in cui il narratore sembra rivolgersi direttamente a chi ascolta rappresenta uno dei passaggi più riusciti del brano. Dal punto di vista stilistico i Crossin’ Midnight dimostrano di conoscere bene il linguaggio del rock classico ma scelgono di piegarlo a una dimensione più contemporanea. Non cercano di imitare modelli precisi, anche se alcune sfumature ricordano l’approccio narrativo di gruppi come i Queens Of The Stone Age nelle loro fasi più riflessive.

Il brano riesce a mantenere una tensione costante e lascia intravedere un progetto artistico che punta molto sulla dimensione live e sulla comunicazione diretta con il pubblico. “Baba Jaga” non è solo un singolo di lancio ma una dichiarazione d’intenti. I Crossin’ Midnight sembrano voler ricordare che il rock può ancora porre domande scomode e raccontare storie che restano nella mente di chi ascolta.
https://crossin-midnight.ffm.to/babajaga
Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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