Al Teatro della Regina di Cattolica CCN/Aterballetto in "Dreamers", trittico composto dalle coreografie firmate da Tortelli, Kratz e Pite.

Un viaggio coreografico in tre visioni, tre poetiche differenti, che insieme compongono un’unica riflessione sul desiderio, la memoria, la perdita e la forza del corpo come spazio emotivo e spirituale
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Al Teatro della Regina di Cattolica Aterballetto danza in "Dreamers," trittico composto dalle coreografie firmate da Tortelli, Kratz e Pite.

Dreamers è un viaggio coreografico in tre visioni, tre poetiche differenti, che insieme compongono un’unica riflessione sul desiderio, la memoria, la perdita e la forza del corpo come spazio emotivo e spirituale. Tre creazioni firmate da coreografi tra i più significativi della scena contemporanea — Philippe Kratz, Crystal Pite e Diego Tortelli — si susseguono come capitoli di un unico sogno.

Con "Preludio"  Diego Tortelli firma una dichiarazione d’amore al corpo, alla sua fragilità e potenza, al suo continuo trasformarsi. Attraverso l’universo poetico e musicale del cantautore australiano i Nick Cave e a due suoi brani di grande intensità ("Into My Arms" e "Hallelujah"), la creazione si interroga sul “credo” personale, sul bisogno umano di trovare senso e forma alle emozioni.

I don't believe in an interventionist God
But I know, darling, that you do....

 La seconda pièce, An echo, a wave di Philippe Kratz, traduce il senso di meraviglia e di eternità evocate dalla suggestiva visione del mare: il fluire del movimento dei danzatori richiama il moto ondoso, naturale e ininterrotto, ma anche il passaggio attraverso stati d’animo differenti.

 Il Mediterraneo diventa così specchio del nostro essere effimeri, ma anche cluogo di bellezza e connessione.

 Reconciliatio esplora, grazie al genio di Angelin Preljocaj, il tema della riconciliazione: è un dipinto poetico e impressionista ispirato all’immaginario dell’Apocalisse di San Giovanni.

 InfineSolo Echo di Crystal Pite si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand, invocando l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita

Tell yourself

as it gets cold and gray falls from the air

that you will go on

walking, hearing the same tune

no matter where you find yourself—

 Qui le note musicali attraversano il romanticismo di "Moonlight ' Sonata" di Jan Brockmeyer per arrivare a "Saguro" del Ron Carter Quartet a "Stet" di Millo e, a chiusura, "Let's Start" di Fela Kuti.

CCN/Aterballetto
DREAMERS

Preludio
coreografia Diego Tortelli 
musica Nick Cave 
luci Carlo Cerri 
assistente alla coreografia Casia Vengoechea

An echo, a wave
coreografia Philippe Kratz 
sound designer Tommaso Michelini

Solo Echo
coreografia Crystal Pite 
musica Johannes Brahms 
set design Jay Gower Taylor 
costumi Crystal Pite & Joke Visser 
luci Tom Visser 
staging Eric Beauchesne 
creazione nata per Nederlands Dans Theater (9.2.2012, The Hague) 
riallestimento per CCN/Aterballetto (2025)

Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna

D/Aterballetto – Preludio – ph. Claudio Montanari

Solo Echo di Crystal Pite si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e ai versi profondi di Mark Strand. In scena si respira l’inverno dell’anima: il tempo rallenta, il corpo si fa veicolo di un’introspezione commossa e potente. Con delicatezza e intensità, Pite riflette sul tema della perdita, sull’accettazione del cambiamento e sul mistero della resilienza.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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