Balletto Civile: Michela Lucenti GIOCASTA alla Arena del Sole di Bologna
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GIOCASTA, l'ultima produzione di Balletto Civile/ Michela Lucenti, ispirata a La voce umana di Jean Cocteau e all’ultima versione delle Fenicie di Euripide, al Teatro Arena del Sole di Bologna, fino al 21 Dicembrer 2025, è una suggestiva ricerca antropologica vissuta direttamente in scena dalle interpreti sul mito di Giocasta e del suo amore incestuoso per Edipo.
Una ricerca per raccontare "lo sguardo femminile sull’orrore della guerra, toccando i temi del potere e dell’ambizione" e per raccontare "la storia dell’amore tra Giocasta e Edipo, interpretato dal giovane cantautore e performer Thybaud Monterisi, manifesta qui la sfida alle convenzioni della società patriarcale. Musica, coreografia e drammaturgia sono concepiti come «strumenti capaci di restituire, con potenza fisica e sensoriale, il dramma eterno di una madre e di una città – scrive Michela Lucenti – riflettendo le tensioni senza tempo della nostra contemporaneità"
E, ancora Michela Lucenti:
“Credo fermamente che i corpi, nella loro forza e debolezza, siano lo specchio degli enigmi della condizione umana. Il lavoro sul corpo diventa così una forma di testimonianza, l'atto più politico, poiché il corpo è il veicolo e il testimone più diretto del presente. La crisi di cui desidero parlare riguarda le relazioni umane, la frattura tra individuo e comunità, così come quella tra corpo e potere, e tra uomo e donna”
In un rosso accecante Michela Lucenti / Giocasta piange e grida danzando e cantando alla ricerca, con Goethe di una nuova umanità nella natura.
Alle sue spalle, in penombra, un Edipo accecato e seduto o sulla tazza bianca della sua ultima prigione.
Un grido doloroso verso una nuova umanità e, insieme, un grido per comunicare l'amore e la ricerca per la natura amica, per una nuova umanità.
Un grido che ci porta con la memoria, appunto, alla poesia dI Goethe nei boschi di Karlsbad, oggi Karlovy Vary, la città che lui amava come Roma e Weimar:
Ciò che ho vissuto e assaporato in quel luogo,
ciò che in me lì ha preso forma e radice,
quanta gioia, quanta rivelazione:

raccontarlo tutto sarebbe troppo lungo.
Possa donare la stessa gioia a ciascuno,
a chi conosce già, come a chi arriva per la prima volta.
Anche qui raccontare tutto sarebbe troppo lungo e a noi, a chi di noi già conosce per esperienza di vita o a chi di noi arriva per la prima volta, Michela Lucenti lascia il seguito.
regia coreografia e interpretazione Michela Lucenti
musiche originali e interlocutore sonoro dal vivoThybaud Monterisi
assistente alla creazione Maurizio Camilli
sguardo Emanuela Serra
luci Stefano Mazzanti
costumi Giulia Spattini
suono Andrea Melega
produzione Balletto Civile
in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il sostegno di Torino Danza Festival / Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, Orbita-Spellbound, MiC
nell’ambito di CARNE focus di drammaturgia fisica
foto di Andrea Macchia per Torinodanza
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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