Europa Verde: “Il nuovo ATO in valle Camonica rischia di aumentare costi e inefficienze”

Non si capisce perché, in un settore in cui le economie di scala rappresentano un elemento essenziale per l’efficienza del servizio idrico, in Valle Camonica questo principio non debba valere. Aggregare una quarantina di comuni in un nuovo ATO, in un territorio prevalentemente montano e con difficoltà tecniche maggiori rispetto alla pianura, rischia di creare soltanto l’ennesimo carrozzone costoso da mantenere e difficile da gestire.
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Non si capisce perché, in un settore in cui le economie di scala rappresentano un elemento essenziale per l’efficienza del servizio idrico, in Valle Camonica questo principio non debba valere. Aggregare una quarantina di comuni in un nuovo ATO, in un territorio prevalentemente montano e con difficoltà tecniche maggiori rispetto alla pianura, rischia di creare soltanto l’ennesimo carrozzone costoso da mantenere e difficile da gestire.

I costi della nuova struttura organizzativa sarebbero certi; i benefici concreti per cittadini e utenti del servizio idrico sono invece tutti da dimostrare. Anche le conclusioni del rapporto del Politecnico di Milano potrebbero essere rapidamente smentite dalla realtà dei fatti.

La rete idrica bresciana è stata per anni un vero colabrodo, con perdite che hanno superato il 40%. La riduzione delle dispersioni, insieme al contenimento delle tariffe, dovrebbe essere il principale parametro per valutare l’operato di qualsiasi gestore, soprattutto in una fase segnata dal ritorno dell’inflazione e dalle crisi idriche aggravate dai cambiamenti climatici.

Garantire tariffe eque, ridurre le perdite e risolvere i problemi di approvvigionamento sono obiettivi condivisibili di cui  deve e può farsi carico Acque Bresciane.Non lo è invece lo spezzettamento del sistema in nome del campanilismo camuno. In un territorio dove spesso l’acqua non viene pagata secondo criteri omogenei, dove in molti comuni mancano ancora i contatori e dove restano aperte le questioni della depurazione e dei collettamenti fognari, l’ATO camuno rischia di trasformarsi in una vera e propria “fuga in avanti”.
Dario Balotta co-portavoce Europa Verde provincia di Brescia
Brescia 18 maggio 2026

Ufficio Stampa

dario balotta
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