Esce libro della giornalista Fausta Speranza "Fortezza Libano" Le contraddizioni di un paese verso una pericolosa crisi umanitaria
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L'appello dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet ha fatto al governo e ai partiti affinché attuino "riforme urgenti" e soddisfino "i bisogni fondamentali della popolazione come cibo, elettricità, salute e istruzione". La crisi economica sta mettendo in ginocchio il Paese, con un perdita di valore della Lira libanese dell'80% in un anno e l'acuirsi della crisi economico-sociale con la pandemia e il rischio concreto di una pericolosa escalation. Anche un delicato contesto politico con le tensioni tra i filo-iraniani Hezbollah e gli Stati Uniti. Decine di migliaia di libanesi sono stati licenziati o hanno subito tagli ai salari, risparmiatori non hanno libero accesso ai loro soldi, le banche hanno imposto restrizioni draconiane ai prelievi e ai trasferimenti all'estero. Il paese fa fatica ad importare beni di prima necessità tra i quali grano e carne. Il 60% dei macellai ha chiuso l'attività. Tra settembre 2019 e maggio 2020, il World Food Programme ha registrato un aumento del 56 per cento del prezzo del paniere di otto prodotti alimentari di base. Entro la fine dell'anno il 60 per cento dei libanesi vivrà sotto la soglia di povertà, mentre il 33% della popolazione è disoccupato (dall'11% del 2019). L'energia elettrica pubblica funziona con tagli dalle 3 alle 12 ore, facendo aumentare il mercato dei generatori elettrici. In crisi anche le sale operatorie degli ospedali con i frequenti distacchi della rete elettrica. Aumentano sensibilmente i casi di suicidio con l'aggravarsi della situazione generale. Tra i più vulnerabili ci sono circa 1,7 milioni di rifugiati, per lo più siriani, e 250.000 lavoratori migranti, che hanno perso il lavoro e sono senzatetto.
Dopo mesi di proteste popolari contro il carovita e la corruzione – registrate perfino in tempo di lockdown - in pochi giorni in Libano si sono registrati diversi casi di suicidio. La crisi economica che da mesi investe il Paese è la più grave degli ultimi 30 anni. In particolare, ha colpito l'opinione pubblica il caso dell'uomo di 61 anni della cittadina di Hermel che si e' sparato su un marciapiede lungo la strada principale dello shopping nel quartiere Hamra di Beirut. Sul posto ha lasciato una copia del suo casellario giudiziario immacolato e un appunto in cui riporta una canzone popolare in arabo che lascia intendere che il suicidio sia legato al tracollo finanziario.
La popolazione soffre da tempo le conseguenze di un sistema economico fortemente indebitato e dei ritardi di una classe politica imbrigliata dalla corruzione. Di recente si sono aggiunte le misure restrittive che hanno permesso un contenimento della pandemia da Covid-19 ma hanno anche bloccato l'economia là dove funzionava.
Il governo libanese e il Fondo monetario internazionale (Fmi) hanno sospeso i negoziati per la concessione da parte del Fmi di sostegni economici al paese, che a marzo ha dichiarato default.
La situazione in Libano "sta rapidamente sfuggendo al controllo". Ad affermarlo è l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, aggiungendo: "Dobbiamo agire immediatamente prima che sia troppo tardi".
Centrale nel volume è la disamina delle dinamiche interne al Paese e quella delle ingerenze straniere. C'è il racconto di tante voci raccolte sul territorio. Il Libano viene visto come "laboratorio" privilegiato del processo verso l'acquisizione del concetto di cittadinanza nel mondo mediorientale e come "laboratorio" per il Documento di Abu Dhabi, firmato dal Papa e dal Grande Imam di Al Azhar.
Inoltre, il Paese dei cedri viene raccontato nel suo spessore culturale che va dagli influssi di fenici, bizantini, arabi fino alla modernità, con tantissimi riferimenti letterari e con una lettera inedita di Guttuso. Il filo del percorso archeologico porta in Siria.

A 100 anni dal sogno del "grande Libano", il piccolo Paese del Levante - in crisi profonda tra disastri economici e mobilitazioni di piazza - interpella con urgenza la comunità internazionale: rappresenta una scommessa di pace e di convivenza da non perdere. Nel libro Fortezza Libano della giornalista Fausta Speranza, per i tipi di Infinito Edizioni, emergono storia e peculiarità di un territorio che è specchio delle contraddizioni arabe, riflesso della penetrazione europea nel Vicino Oriente e soprattutto cartina tornasole di contrasti che investono Oriente e Occidente. (Prefazione di Massimo Campanini, Introduzione di Pasquale Ferrara, copertina di Lucio Trojano).
Fortezza Libano verrà presentato a Roma il 23 luglio
presso Largo Venue, a Via Biordo Michelotti.
A dialogare con l'autrice ci sarà lo storico Eugenio Capozzi.
A moderare i giornalisti Alessandro Forlani e Luca Possati.
Scarica invito: https://www.dropbox.com/s/midec21gdo0j6bs/Fortezza%20Libano%20Roma%2023.07.2020.pdf?dl=0
Infinito edizioni – in libreria dal 9 luglio
Fortezza Libano. Tra tensioni interne e ingerenze straniere
(€ 14,00 – pag. 192)
Di Fausta Speranza
Prefazione di Massimo Campanini
Introduzione di Pasquale Ferrara
Immagine di copertina di Lucio Trojano

L'Autrice
Fausta Speranza è giornalista inviata dei media vaticani, al Radiogiornale internazionale di
Radio Vaticana dal 1992 e nella redazione esteri de L'Osservatore Romano dal 2016 (prima donna a occuparsi di politica internazionale nel quotidiano della Santa Sede). Collabora o ha collaborato con
Famiglia cristiana, Limes, RadioRai, il Corriere della Sera – in Prima pagina – e Il Riformista. Vincitrice di molti premi (nelle sezioni Radio, Tv e Libri), è coautrice di diversi volumi, tra cui Al mio paese. Sette vizi. Una sola Italia (2012), Europa, il futuro di una tradizione
(2019) e testi dedicati ai temi della comunicazione. Ha pubblicato Messico in bilico (Infinito edizioni, 2018), con cui ha vinto il Premio Giustolisi al Giornalismo d'inchiesta 2018.
Contatti:
Fausta Speranza
[email protected]
http://www.faustasperanza.eu/
Ufficio Stampa
Giulio Gargiullo
Giulio Gargiullo Online Marketing Consultant (Leggi tutti i comunicati)
Italia
[email protected]




