Bologna, al Pop Up Cinema Arlecchino il regista Edoardo Winspeare presenta il suo nuovo film “Vita Mia”
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Mercoledì 15 aprile alle ore 21.15, il Pop Up Cinema Arlecchino di Bologna (Via delle Lame, 59/a) avrà il piacere di accogliere il regista Edoardo Winspeare per una proiezione speciale del suo nuovo e attesissimo film, VITA MIA. Uscito da pochissimo nelle sale, il film segna il ritorno del cineasta dietro la macchina da presa dopo quasi dieci anni.
Il regista incontrerà il pubblico in sala per dialogare sui temi del film e sulla genesi dell'opera, in un momento di confronto e approfondimento aperto agli spettatori.
Vita Mia racconta la storia eccezionale di Didi (interpretata dalla grande Dominique Sanda), una nobildonna ungherese sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale e al comunismo, esule in Francia dove ha lavorato come sarta per la Maison Dior. Ormai anziana, Didi vive da anni nel Salento, assistita dalle amorevoli cure di Vita (Celeste Casciaro), una giovane donna pugliese. Nel legame profondo e inaspettato tra queste due donne, così diverse per estrazione e cultura ma intimamente complementari, si compie un percorso di guarigione. Didi ripercorre i traumi e i sensi di colpa del Novecento, trovando finalmente, grazie all'amicizia, la pace e uno spiraglio di serenità per i suoi ultimi giorni. Nel ricco cast figurano anche Ninni Bruschetta, Ignazio Oliva, Karolina Porcari e Johanna Orsini. La fotografia è curata da Roberta Allegrini e le musiche da Paolo Buonvino.

Sulla nascita del film, Edoardo Winspeare ha dichiarato:
«L'idea di VITA MIA mi è venuta osservando, negli ultimi anni, il rapporto che mia madre, malata di Parkinson, ha sviluppato con una signora salentina che si è presa cura di lei.» Inoltre, il regista sottolinea come la pellicola sia non solo una storia intima, ma anche un grande affresco: «Il Vecchio Continente, infatti, con tutta la sua cultura, la sua storia, le sue lingue e le sue società, oltre a fare da sfondo alla nostra storia, ne influenza lo stile, la forma e il pensiero, al punto da diventare il protagonista nascosto del film.»
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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