Trasporti
Mostra fotografica " Il Trenino della Val di Fiemme", iniziativa di Panchià di Fiemme in collaborazione con Luca Demarco e Transdolomites
Il Circolo Culturale Ricreativo di Panchià in collaborazione con Luca Demarco e Transdolomites dal 9 al 24 agosto organizzano la mostra fotografica " Il Trenino della Val di Fiemme" I progetti,la costruzione,l'utilizzo.Viene ospitata nella sala del Teatro di Panchià in orario 20,30 - 22.00 tutte le sere. Quella della Ferrovia della Val di Fiemme è una storia iniziata almeno 24 anni prima della sua costruzione Paolo Oss Mazzurana, importante politico di fine 800 e sindaco di Trento, propose nel 1891 di realizzare alcune ferrovie laterali alla linea del Brennero allo scopo di collegare rapidamente il capoluogo con le vallate trentine ( Sole, Non e Fiemme).
Nell’intento di collegare Trento con la Val di Fiemme venne redatto il progetto della tramvia Lavis- Moena con la firma degli ingegneri di Vienna Stern & Hafferl ( 1904) che si sviluppò sino alla fase di progetto esecutivo
In quegli anni di Belle Époque, il vento dei nazionalismi iniziava a diffondersi e all’interno dell’Impero Austroungarico aveva contagiato i rapporti tra il Trentino ed il Sudtirolo dove la il progetto della Lavis-Moena venne visto come il progetto italiano che in caso di guerra avrebbe favorito i trasporti italiani.
Julius Perathoner, Sindaco di Bolzano, avanzò l’idea iniziale di una ferrovia da Egna a Predazzo strategicamente posizionata più all’interno dei territori dell’Impero.
Per limitare i costi di costruzione, il capolinea nella Bassa Atesina venne spostato a Ora scelta che permise di evitare la costruzione del ponte sul fiume Adige.
La Ora-Predazzo e la Lavis-Moena accesero il confronto tra le valli con chi sosteneva la causa della Lavis-Moena e chi la Ora-Predazzo. Nel corso dei 24 anni di confronto ci fu un momento nel quale pareva si potesse giungere alla costruzione di ambedue le linee con la Val di Cembra e di Fiemme che erano riuscite a raccogliere in house la cifra necessaria per finanziare la costruzione della Lavis-Moena.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 come scelta logistica militare portò a decidere la costruzione della Ora-Predazzo.
L'obiettivo era di trasportare in 24 ore, da Ora alla val di Fiemme, un'intera brigata di fanteria, completa di equipaggiamento e armamento.
I lavori iniziarono nell'inverno 1915-16. Gli addetti raggiunsero punte massime di 6000 uomini: 3900 civili, 600 militari e 1500 prigionieri, prevalentemente serbi, russi e montenegrini. Molti di questi ultimi perirono decimati da malattie e privazioni. Non mancò, soprattutto nel tratto terminale della linea, il contributo di numerose donne.
L’illusione di un conflitto militare di breve durata influenzò la costruzione pur rapida della ferrovia sia nella cura riservata nella cura dei particolari architettonici dei ponti, viadotti e gallerie realizzati che nello scartamento con la posa delle traverse di legno previste per lo scartamento di 760 mm, previsto sempre dalla Localbahngesetz per le ferrovie a trazione a vapore, allora maggiormente diffuse nei territori dell'Impero ma dotata dei fori per i bulloni per lo scartamento 1000 per il successivo uso civile post guerra.
La tratta Ora-Cavalese fu inaugurata il 23 giugno 1917 con la trazione a vapore e con il 1929 la trazione divenne elettrica dove sotto la gestione sotto la gestione FEVF ( Ferrovia Elettrica della Val di Fiemme) lo scartamento venne portato a 1000.
A seguito dell'elettrificazione, il traffico passeggeri aumentò rapidamente, tanto che nel 1932 circolavano ben dieci treni viaggiatori al giorno, oltre a diversi lunghi convogli merci carichi di legname, minerali e altri prodotti dalle valli
Grazie al collegamento strategico con la ferrovia del Brennero le merci ed i passeggeri potevano viaggiare verso ogni destinazione . E fu la ferrovia la protagonista dell’inizio dell’esperienza turistica in Val di Fiemme e Fassa.
Nel 1963, a seguito dell'inarrestabile sviluppo della motorizzazione su strada anche frutto del ricatto dell’industria automobilistica che in Italia con il ricatto del licenziamento di centinaia di migliaia di operai chiese la chiusura di migliaia di ferrovie locali in Italia, la Ferrovia della Val di Fiemme fu vittima di quella fase storica e si giunse alla chiusura la linea con l’ultimo viaggio che coma data storica viene indicato nel 10 gennaio. Nel giro di pochi anni venne smantellata.
La Ora-Predazzo non fù un progetto fine a sé stesso ma esempio di grande strategia pianificatrice dei decenni passati e ancora lungi dall’essere compresa adeguatamente ai giorni nostri
Dimensionata quale fulcro di un esteso sistema di trasporti che assieme alla ferrovia Trento-Malé-Mezzana e alla ferrovia delle Dolomiti avrebbe dovuto costituire il prolungamento da Tirano della trasversale alpina svizzera, la Stazione di Ora Val di Fiemme risulta il più grande impianto a scartamento ridotto dell'impero, comprendendo 8,2 km di binari e 85 scambi.
A rimettere in moto la storica visione della St. Moritz – Venezia dal 2009 ci ha pensato l’Associazione Transdolomites che è impegnata sul nuovo progetto della Ferrovia Trento-Penia di Canazei per la quale RFI è impegnata nello studio di fattibilità.
La Trento-Penia torna a essere nuovamente il fulcro della progettualità che venne alla luce a fine 800 e che punta a rimettere in moto la progettualità di una rete di ferrovie per il trasporto regionale di collegamento tra la Svizzera, Alta Lombardia, Sudtirolo e Trentino.
La mostra di Panchià offre di conseguenza la possibilità di visionare un estratto fotografo dell’ipotesi di percorso della auspicata Ferrovia delle Valli dell’Avisio.
INFO
Massimo Girardi, Presidente di Transdolomites
Cell. 320.4039769
www.transdolomites.eu