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"4 chiacchere"

e tornato il format "4 chiacchere" e lo fa con Filippo Bravi 4 domande e 4 risposte sulla sua carriera da pilota
mallare , (informazione.news - comunicati stampa - editoria e media)

"4 Chiacchiere" è tornato! E a riaprire questa serie c’è Filippo Bravi.4 domande dirette, una chiacchierata autentica e tutta la personalità di Filippo concentrata in pochi minuti. Un’intervista che non ti aspetti… ma che non puoi perderti. Guardala ora!

1. Qual è stata la gara più impegnativa della tua carriera e perché?

> posso dirti quella che é stata più "snervante" e ti dico Alpi Orientali 2011. Ero giovane e arrivavo da due grossi incidenti ed in pratica é stata un agonia dall'inizio alla fine. Fatta solo per accordi pregressi. In quanto difficoltà a livello di prove penso il primo anno in Salento. Prove veloci, strette tra i muri, asfalti molto rotti ed insidiosi, pericolo di bucare alto, margine di errore nullo.

2. Come ti prepari mentalmente e fisicamente per affrontare una stagione di rally?

> fisicamente non faccio nulla di particolare. Non ho vizi (fumo, alcol), mangio normalmente, faccio una normale attività in palestra. Mentalmente, per ovvi motivi, la parte più "stressante" é quella dell'inattivita invernale dove si ricerca il budget per la stagione successiva. Dicembre/ marzo per tutti noi sono i mesi delle promesse , degli accordi ,delle speranze. Il tutto finalizzato a correre il più possibile

3. Qual è il rapporto con il tuo copilota e quanto influisce sulla tua performance?

>l'alchimia con il navigatore é fondamentale. In macchina la tua performance é fortemente influenzata dal lavoro del tuo collega. Come un pilota può sbagliare compromettendo la gara così può capitare al navigatore, Anche a livello psicologico sapere di essere sulla stessa lunghezza d'onda aiuta. É chiaro che se corri con un amico che conosci da 10 anni é diverso che correre con una persona che conosci da poco. Tuttavia ciò non inficia la prestazione se si lavora insinergia

.4. Come gestisci il rischio e l'adrenalina durante le prove speciali più pericolose?

>"gestire" e "adrenalina" sono spesso due parole che non vanno molto d'accordo. Come in guerra tutti i "piani" e tutta la "strategia" non contano più nulla quando il semaforo diventa verde. In certe condizioni favorevoli é vero che ci si può permettere di prendersi meno rischi, ma ciò non significa che non sia possibile sbagliare anche quando tecnicamente non c'è più niente da giocarsi. Avvolte il "rilassarsi" ed abbassare il ritmo può anche essere controproducente perché tendi a perdere un pelo di concentrazione. Sul discorso pericolosità penso che nessuno di noi alla fine ci faccia caso quando é in gara. Magari in ricognizione in fase di stesura note presti più attenzioni in determinati punti. Ma in gara non si ha più di tanto la percezione del pericolo come lo si intende normalmente

E tu, chi vorresti come prossimo protagonista del format?

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