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Aspetti chiave del Referendum 2026 sulla separazione delle carriere dei magistrati

Intervista al Senatore Walter Verini
perugia, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

In occasione del Referendum  costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, che si terrà il 22 e 23 marzo 2026, dove Il quesito chiede di confermare la riforma ("riforma Nordio") che istituisce due distinti CSM (giudici e pm) e  introduce l'estrazione a sorte per i componenti e crea una nuova Alta Corte disciplinare. 

Su questo argomento il Senatore del PD Walter Verini risponde, nell’intervista, alla domanda :

Quali salvaguardie verranno protette con il no per evitare possibili conflitti di interesse o interferenze tra le diverse funzioni sulla proposta del si?


"Ma, queste interferenze in realtà non ne vedo. Oggi la metà delle richieste dei PM vengono respinte dai giudicanti. Ci sono casi di scuola che confermano una piena dialettica tra ruoli diversi e diverse funzioni: penso ai PM di Palermo che chiedevano la condanna di Salvini sul caso a Open Arms e all'assoluzione del Ministro decisa dal Tribunale. E, all'opposto, penso alla richiesta  dei PM di assolvere Delmastro Delle Vedove per rivelazione di segreti d'ufficio sul caso Cospito e alla sentenza di condanna di primo grado pronunciata dai giudici. Insomma, c'è una dialettica vera, reale, giusta. "

In che modo la separazione delle carriere si inserisce negativamente nel più ampio progetto di riforma della giustizia del Governo?


" In nessun modo. Il Governo non ha in realtà nessun ampio progetto di riforma della Giustizia . I problemi della Giustizia sono altri, a partire dalla lungaggine dei procedimenti penali e civili. Con grave danno per le vittime dei reati, per gli imputati, per le imprese. Con il Governo Draghi - Ministro Cartabia - approvammo tre riforme: Penale, Civile e Ordinamentale ( di questa, che riguarda proprio il CSM ne ero relatore alla Camera). Erano riforme, dopo 25 anni di guerra tra politica e magistratura ( con leggi volute dallo schieramento di Berlusconi a favore o contro qualcuno) che facemmo riforme di "sistema". Era il momento di applicarle, di dare le gambe a queste tre riforme. Con risorse per assumere celermente magistrati che mancano, cancellieri e personale amministrativo. Per stabilizzare i funzionari dell'Ufficio del Processo o quelli che lavorano nel digitale.

E per implementare - senza pasticci - il processo telematico. Hanno scelto una strada diversa: colpire la separazione dei poteri e l'indipendenza della magistratura. In realtà questa destra vuole dare alla crisi della democrazia una risposta sbagliata e pericolosa: invece di sostenerla, rigenerarla, dare ossigeno, la vuole restringere. Meno indipendenza alla Magistratura, meno poteri al Parlamento ( questa riforma, che tocca 7 articoli della Costituzione!) è stata blindata dal Governo, impedendo l'approvazione di alcun emendamento dell'opposizione e impedendo perfino alla maggioranza di presentarne. E il premierato cui pensano ridurrebbe i poteri del Parlamento e perfino il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica. E poi colpiscono i controlli, come la Corte dei Conti. E anche un contropotere decisivo come quello del giornalismo d'inchiesta. Insomma, sono una variante italiana dei Trump e degli Orban".

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