Politica e Istituzioni
Militia Christi e La Rete dei Patrioti manifestano davanti all’Ambasciata nigeriana contro la persecuzione dei cristiani
Nel primo pomeriggio di oggi, Martedì 28 ottobre, dalle ore 13:30, si è tenuta una manifestazione organizzata da Militia Christi davanti all’Ambasciata della Nigeria, in via Orazio angolo via Boezio a Roma, per denunciare la lunga e sistematica persecuzione dei cristiani in Nigeria e il silenzio complice della comunità internazionale.
Un presidio fermo e determinato, durante il quale è stato ribadito che se la Nigeria non inizierà ad agire concretamente per fermare le violenze contro i cristiani, dovrà essere considerata corresponsabile di questa persecuzione, così come responsabili sono i governi europei che restano in silenzio di fronte a questa tragedia.
Durante l’iniziativa sono intervenuti:
Fabrizio Lastei, Portavoce di Militia Christi
Lorenzo Roselli, dirigente Militia Christi
Giustino D’Uva, portavoce della Rete dei Patrioti Lazio
Valerio Arenare, responsabile del Movimento Patria Nostra ( movimento aderente alla Rete dei Patrioti).
Il portavoce Fabrizio Lastei ha dichiarato: “Da anni si consumano massacri silenziosi contro le comunità cristiane nigeriane. Migliaia di fedeli assassinati, villaggi rasi al suolo, donne e bambini rapiti. Se la Nigeria non agisce, allora è parte del problema. E chi in Europa tace, è complice di questo genocidio silenzioso.”
Lorenzo Roselli ha aggiunto: “Non è una guerra civile, è una persecuzione religiosa. E non si può più fingere che sia un conflitto marginale. L’Europa deve scegliere: stare dalla parte delle vittime o restare prigioniera della sua ipocrisia.”
Giustino D’Uva ha sottolineato: “Quando interi popoli vengono perseguitati per la loro fede e i governi occidentali voltano lo sguardo altrove, significa che il valore della vita cristiana non vale nulla per loro. Ma per noi vale tutto. E non smetteremo di denunciare.»
Valerio Arenare ha concluso: “Questa battaglia è morale e politica. Se si tace davanti a questo orrore, si diventa complici. Non ci fermeremo, continueremo a portare la voce dei perseguitati sotto le ambasciate, nelle piazze e nei media alternativi. Perché la verità non può essere cancellata dal silenzio.”
La manifestazione si è conclusa con un appello corale a rompere il muro dell’indifferenza e a mobilitarsi per i cristiani perseguitati in Nigeria e nel mondo, chiedendo azioni diplomatiche e politiche immediate.