69.mo Congresso del Consiglio Nazionale di tutti gli Ordini degli Ingegneri d'Italia

Ad Ancona oltre mille delegati per quattro giorni, dal 13 Ottobre 2025
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Fabrizio Baleani

69.mo Congresso del Consiglio Nazionale di tutti gli Ordini degli Ingegneri d'Italia
16:27 (12 minuti fa)a Fabrizio, Ccn: me
69.mo Congresso del Consiglio Nazionale di tutti gli Ordini degli Ingegneri d'Italia


  Aperto il sessantanovesimo Congresso del Consiglio Nazionale di tutti gli Ordini degli Ingegneri d'Italia, lunedì 13 ottobre ad Ancona (Teatro delle Muse ).

 Quattro i giorni che vedono nel capoluogo dorico oltre mille delegati 
"Gli ingegneri sentono la responsabilità della centralità della categoria nella lotta contro la fragilità idrogeologica del Paese e contro la debolezza delle infrastrutture digitali oltre che avvertire il proprio ruolo nella modernizzazione complessiva della nazione " ha affermato Stefano Capannelli, presidente dell' Ordine Provinciale degli Ingegneri di Ancona.

 Gli ingegneri sono da sempre una professione cruciale per il Paese e per la sua sicurezza sotto tutti diversi punti di vista. In particolare, ampia è stata la pagina dedicata alla lotta al dissesto idrogeologico. "La nostra proposta- ha spiegato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Angelo Domenico Perrini è individuare la figura di un commissario straordinario per la gestione del dissesto idrogeologico al fine di definire con nettezza priorità e modalità di intervento, con una nuova capacità anche di censire il costruito per operare gli opportuni interventi con precisione e tempestività

"Anche nelle Marche il dissesto idrogeologico è una realtà, non un’emergenza occasionale. Il Rapporto ISPRA 2024 fotografa una situazione senza zone franche: tutti i comuni marchigiani presentano aree a rischio frana o alluvione. In totale, sono state censite oltre 39.000 frane (dati Inventario IFFI), e circa 1.693 chilometri quadrati, pari a oltre il 18% del territorio regionale, rientrano nelle categorie di pericolosità da frana elevata o molto elevata (P3 e P4). In queste aree vivono più di 31.000 persone, esposte direttamente a fenomeni che possono compromettere case, infrastrutture e interi centri abitati. Ma il pericolo non si ferma alle aree interne. Sulle coste, ampi tratti di litorale soffrono di erosione, un problema aggravato dal calo dell’apporto solido proveniente dai bacini montani e collinari. Meno materiale arriva al mare, più le spiagge si assottigliano e gli effetti delle mareggiate possono diventare importanti 

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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