Federprivacy: i candidati docg per l’incarico di Garante Privacy? Buttarelli, Rapetto, Imperiali e Bolognini
Dopo il settennato guidato dal Prof. Pizzetti, siamo ormai alla vigilia delle nomine del collegio del Garante della Privacy, che sono fissati nell’agenda del parlamento per i giorni 5 e 6 giugno.
Firenze,
(informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)
A parte i nomi dei potenziali candidati alle poltrone dell’Autorità di Piazza Montecitorio che ha indicato la politica, la questione che più preme alla gente non è tanto che si insedino personalità care ai partiti, quanto avere un collegio che in concreto sia in grado di assicurare una maggiore tutela della sfera privata dei cittadini, che soddisfi i requisiti di legge, e che abbia anche la dinamicità necessaria per affrontare le sfide che sono imposte dai continui cambiamenti di scenario nel mondo della data protection, e come se non bastasse, di arrivare pronti alla prossima entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla privacy, che sarà vigente in tutti e 27 Paesi membri dell’Unione Europea.
Che genere di Garante potrebbe essere quindi auspicabile vedere all’Authority per la privacy?
Senza ombra di dubbio un tecnico e non un politico. Il Codice della Privacy, in merito alla designazione del collegio prescrive: "i componenti sono scelti tra persone che assicurano indipendenza e che sono esperti di riconosciuta competenza delle materie del diritto o dell'informatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni. "
Obiettivamente quindi, se si volesse dare davvero un segnale per dimostrare che vi è la volontà di cambiare quello che è stata consuetudine negli ultimi decenni nel nostro Paese, la scelta dovrebbe ricadere su persone che garantiscano indipendenza politica senza correre il rischio di essere tirati per le orecchie dai poteri forti, che siano in modo univocamente riconosciuti come esperti del diritto, ma al tempo stessi non penalizzati sotto l’aspetto informatico, che è messo per importanza sotto lo stesso livello degli aspetti giuridici.
Uomini con tali doti, sono francamente “merce rara”, per cui facendo una perlustrazione sul territorio il cerchio si stringe a pochissimi candidati idonei.
Quali potrebbero essere alcuni di questi? In prima fila senz’altro Giovanni Buttarelli, attualmente a Bruxelles come Garante Europeo aggiunto, che con quest’ultima e la pregressa esperienza come segretario generale dello stesso Garante Privacy, avrebbe tutte le carte in regola per rivestire il ruolo dell’autorità italiana, potendo senz’altro apportare anche un contributo europeo prezioso in vista dei prossimi cambiamenti normativi.
Altro che soddisferebbe egregiamente tutti i requisiti per essere designato come Garante della Privacy è Umberto Rapetto, tre lauree, 37 anni di servizio nella Guardia di Finanza, di cui un decennio al comando del Nucleo frodi telematiche, con un encomio dopo l’altro e un grande carisma e un fattore da tenere in considerazione: a differenza di Buttarelli, che è a tutt’oggi impegnato sul fronte europeo, Rapetto è libero e disponibile, essendo svincolato giusto da qualche giorno dalle fiamme gialle dopo le sue discusse dimissioni, che sono peraltro oggetto di 9 interrogazioni parlamentari provenienti da ogni versante politico.
Ma ci sono anche outsider di indubbie capacità, come ad esempio Luca Bolognini, giovane avvocato attualmente presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy. Difetti? Secondo le voci dell’ambiente, uno solo: troppo giovane. Ma allora il problema è solo culturale, perché gli italiani sono abituati a vedere sulle poltrone importanti solo gente con i capelli bianchi. Ma in Paesi più avanti a noi, come gli USA, questo non sarebbe un problema, tanto è vero che nessuno bocciò mai a priori Barack Obama solo perché era troppo giovane.
E se proprio si volesse qualche capello bianco sulla testa del nuovo Garante per essere certi che sia un uomo saggio, allora Rosario Imperiali sarebbe la persona giusta, una lunga carriera alle spalle come avvocato, autore di libri in materia di privacy, penna di vare testate tra cui Il Sole 24 Ore, e soprattutto conosciuto da tutti, proprio tutti , come autorevole esperto in materia di privacy.
In conclusione, chi sarà il nuovo Garante della Privacy? Dobbiamo solo aspettare per saperlo. Una unica cosa possiamo sperare: evitare una nomina dettata ciecamente dalla politica. In un periodo come quello che stiamo attraversando, sarebbe solo poco utile, e irrispettoso nei confronti dei cittadini.