Skema e Consulenti Privacy, green pass in azienda come fare e cosa fare per applicarlo

Più di 350 imprese e studi professionali di tutta Italia partecipano al webinar riminese istruzioni per l’uso su green pass. Focus su tutela privacy e normative e rispetto diritti e doveri di aziende e dipendenti. Nelle province di Rimini e Forlì-Cesena, 70 mila le imprese che lo applicheranno dal 15 ottobre.
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Rimini, 2 ottobre 2021 – La resilienza è diventata ripartenza. Lo è per ogni settore produttivo del nostro Paese. A segnare la nuova fase della vita sociale ed economica, è l’entrata in vigore del green pass: obbligatorio per accedere o ogni luogo di lavoro. È necessario per ogni comparto: manifattura, servizi, commercio, accoglienza ristorazione, studi professionali. Non fa differenza tra pubblico e privato, tra dipendenti o liberi professionisti. Bisogna averlo e, soprattutto, utilizzarlo bene e in linea con leggi e norme, garantendo privacy e diritti di ogni soggetto coinvolto 

Per questo si sono collegati in 350 tra aziende e studi professionali di ogni regione italiana al webinar “Green Pass nelle Aziende Private – Gestione del Rapporto di Lavoro a Adempimenti Privacy”, svoltosi venerdì pomeriggio (30 novembre). Appuntamento di aggiornamento gestionale e normativo organizzato dallo studio riminese di consulenza aziendale Skema insieme e da Consulenty Privacy, realtà anch’essa nata nel capoluogo della riviera soli tre anni fa e oggi già con nuove sedi anche in Veneto, Lombardia, Sardegna e Marche. 

“La platea coinvolte dal provvedimento è larghissima. In Emilia Romagna sono occupate 2 milioni persone. Solo nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, parliamo di55 Comuni con circa 730 mila abitanti, il 10,9% stranieri, con 70 mila imprese attive. Un rapporto d97 imprese attive ogni mille abitanti – spiegano i due relatori del webinar, Roberto Fracassi del settore consulenza lavoro Skema e Lucia Inzerilli privacy officer di Consulenti Privacy – il tema è come cosa e fare per applicare il provvedimento in modo corretto ed efficace”.  

Infatti, tutte le decine di domande poste dai partecipanti sono state tutte riguardo cosa fare concretamente in azienda dalla mattina del quindici ottobre. Tanti i chiarimenti. Per esempio l’uso della App C19 di controllo non pone problema di privacy, i dati non sono sensibili e utilizzati per uno scopo coerente con la norma, bisogna però indicare un responsabile di questo ruolo nell’organigramma aziendale. Incarico che però può essere però affidato anche un soggetto esterno all’impresa. Mentre in caso di mensa a carico di soggetti esterni all’impresa, il controllo dell’accesso a quel servizio. Senza dimenticare realtà particolari come le palestre, tenute al controllo quotidiano del Green Pass dei clienti, ma che non lo possono richiedere insieme al certificato di buona salute richiesto per l’attività sportiva. Farlo significa violare la privacy. Insomma, meglio chiedere prima a dei consulenti aggiornati e credibili. 

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