Hays Italia | Vita da scrivania e generation gap. Il rientro dalle ferie divide gli italiani: giovani in affanno, over 60 più sereni
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Stessa scrivania, casella mail già piena, ritmi da riprendere. Ma cosa cambia davvero nel modo in cui affrontiamo il rientro? L’età. Se per molti giovani il rientro rappresenta uno dei momenti più delicati del post-vacanze, per gli over 60 la ripartenza viene affrontata con maggiore serenità e meno difficoltà.
È quanto emerge dalla nuova analisi di Hays Italia[1], leader globale nella selezione e nelle soluzioni per le risorse umane, che fotografa un vero e proprio generation gap del rientro. A soffrire maggiormente il ritorno sono gli under 29: il 52% vive il post-ferie in modo abbastanza o molto negativo. Una percentuale che scende al 41% tra i 29-44enni, al 25% tra i 45-60enni e si ferma al 14% tra gli over 60.
«I dati raccontano un aspetto molto chiaro: non esiste un unico modo di vivere il rientro al lavoro. L’età e la fase della vita professionale incidono sulle aspettative, sulle priorità e sul modo in cui le persone affrontano il ritorno alla quotidianità lavorativa. Questo non significa che una generazione sia più o meno capace di affrontare il cambiamento di un’altra, ma che esigenze e bisogni possono essere molto diversi. Per le aziende diventa quindi fondamentale saperli riconoscere e interpretare», commenta Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia.
Il paradosso delle ferie: i giovani lavorano meno in vacanza, ma fanno più fatica a ripartire
Dall’analisi emerge un apparente paradosso: sono proprio i più giovani a lavorare meno durante le ferie, ma anche quelli che manifestano maggiori difficoltà una volta tornati alla routine.
L’83% degli under 29 dichiara infatti di non aver mai lavorato durante le vacanze, una percentuale che diminuisce progressivamente con l’età fino a scendere al 47% tra gli over 60. Il divario generazionale emerge anche guardando a chi, invece, ha continuato a lavorare almeno occasionalmente durante le ferie: solo il 17% degli under 29, contro oltre il 50% dei 45-60enni e degli over 60.
Una volta tornati alla scrivania, però, le difficoltà del rientro non tardano a farsi sentire. Tutti gli under 29 dichiarano di aver sperimentato almeno una criticità nel ritorno alla routine lavorativa. In cima alla lista c’è la gestione di carichi di lavoro elevati (47%), seguita dal ritorno a ritmi e orari abituali (30%), dalla necessità di ritrovare concentrazione e produttività (30%) e dalla riduzione del tempo libero a disposizione (30%).
Anche il tempo necessario per tornare pienamente operativi sembra ridursi con l’avanzare dell’età. Solo il 7% degli under 29 si sente immediatamente operativo, contro il 21% dei 29-44enni e il 31% degli over 60. Complessivamente, un giovane su due dichiara di avere bisogno di almeno una settimana per ritrovare i normali livelli di energia e concentrazione, mentre tra gli over 60 la quota scende a circa uno su quattro.
A ogni generazione il suo rientro
Le differenze generazionali emergono anche quando si guarda alle soluzioni considerate più utili per rendere più semplice il ritorno al lavoro.
Per gli under 29 la misura più desiderata è un rientro graduale, indicato dal 43%, seguito dal remote working (40%) e da una maggiore flessibilità oraria (37%). Tra i 29-44enni è invece il remote working a raccogliere il maggior numero di consensi, con il 49%.
Con l’aumentare dell’età cresce, al contrario, la quota di chi non sente il bisogno di alcuna misura specifica per affrontare il rientro: si passa dal 13% degli under 29 al 37% degli over 60.
«Questi dati mostrano alle aziende come non esista una ricetta valida per tutti. Ciò che viene percepito come flessibilità può cambiare in base all’età, al ruolo e alla fase professionale che si sta vivendo. L’obiettivo non dovrebbe quindi essere introdurre benefit indistinti, ma costruire modelli di lavoro capaci di adattarsi maggiormente ai bisogni delle persone e alle diverse fasi della loro carriera», aggiunge Campi.
Le ferie accendono la voglia di cambiamento e diventano un momento per ripensare la carriera
Il rientro dalle vacanze non riporta in agenda soltanto riunioni, scadenze e carichi di lavoro. Per molti professionisti diventa anche un momento in cui fermarsi a riflettere sul proprio percorso professionale e valutare un possibile cambiamento.
Il 30% dei lavoratori tra i 18 e i 28 anni afferma che le ferie hanno fatto emergere la necessità di cambiare qualcosa nella propria vita professionale, mentre un ulteriore 27% sta seriamente valutando di lasciare l’attuale occupazione.
La voglia di cambiamento, tuttavia, non riguarda soltanto le generazioni più giovani. La quota di chi sta seriamente pensando di lasciare il proprio lavoro raggiunge infatti il 34% tra i 45-60enni, evidenziando come il ritorno dalle ferie possa rappresentare una fase di riflessione sulla propria carriera anche per i professionisti più esperti.
Tra gli over 60 emerge invece un atteggiamento più positivo verso la ripresa: il 18% dichiara di essere felice di ricominciare, contro appena il 3% degli under 29.
Per Hays, questi dati offrono una chiave di lettura importante anche sul fronte dell’attraction e della retention. Il rientro può infatti trasformarsi in un momento particolarmente delicato nel rapporto tra professionista e azienda, in cui tornano in primo piano temi come sostenibilità dei carichi di lavoro, flessibilità, opportunità di crescita e prospettive di carriera.
Informazioni su Hays
Hays plc (il “Gruppo”) è leader mondiale specializzato nella selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane. Il Gruppo è esperto nel recruiting di professionisti qualificati e specializzati in tutto il mondo. Hays opera in sei settori di specializzazione a livello globale e in ulteriori settori di specializzazione a livello locale, nei quali detiene una posizione di leadership di mercato. Hays opera sia nel settore pubblico sia in quello privato, offrendo servizi di selezione per posizioni a tempo indeterminato, contratti a progetto e incarichi temporanei. Al 30 giugno 2026, il Gruppo contava oltre 8.100 dipendenti in 155 uffici distribuiti in 23 Paesi. Per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2026, il Gruppo ha registrato ricavi netti pari a 905,5 milioni di sterline e un utile operativo di 48,6 milioni di sterline. L’azienda ha supportato l'inserimento di circa 40.000 professionisti in posizioni a tempo indeterminato e circa 203.000 persone in incarichi temporanei.
Per mercati, i ricavi netti provenivano per il 13% da Australia e Nuova Zelanda, per il 32% dalla Germania, per il 19% da Regno Unito e Irlanda e per il 36% dal resto del mondo. Per linee di attività, il lavoro temporaneo ha rappresentato il 64% dei ricavi netti, mentre la selezione a tempo indeterminato ha contribuito per il 36%. Per settori, Technology è la divisione più rilevante del Gruppo, con il 26% delle commissioni nette, seguita da Accounting & Finance (15%), Construction & Property (12%) ed Engineering (10%).
Contatti ufficio stampa Hays:
Roberto Grattagliano – 338 9291793 – roberto.grattagliano@mypr.it
Elena Soccal – 345 4434931 – elena.soccal@mypr.it
Marta Rutigliano – 351 0397141 – marta.rutigliano@mypr.it
Claudia Frasson – 342 7569494 – claudiafrasson@mypr.it
[1] Indagine condotta con il metodo survey online su un campione di circa 1.000 intervistati, appartenenti a diverse fasce d’età e livelli di seniority professionale.
Ufficio Stampa
