LIBERATO!! di Gianni Clementi con Camillo Grassi al Teatro Comunale di Gambettola (FC) per l'Anniversario della Liberazione
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LIBERATO!! di Gianni Clementi con Camillo Grassi per l'Anniversario della Liberazione al Teatro Comunale di Gambettola (FC), in collaborazione con Anpi e Comune di Gambettola.
Il Teatro Comunale di Gambettola, che aveva già ospitato nel 2023, in prima nazionale, Camillo Grassi in “Il Condor”, su testo di Gianni Clementi e regia di Massimo Venturiello, ha presentato, per l'Anniversario della Liberazione, venerdì 24 e sabato 25 Aprile 2026, LIBERATO!!, sempre di Gianni Clementi, con l'artista gambettolese sul palco.
Se allora Grassi affermava: “Dopo anni di peregrinare fra l’Italia e l’Europa, il Condor questa volta inizierà il suo viaggio dalla sua Gambettola”, ora con LIBERATO!! da qui ancora parte, narrando la storia di Rigoletto, figlio di Carlo Fabbri, contadino romagnolo ignorante ma amante dell’opera. Rigoletto accompagnava il babbo a zappare la terra, ma a lui, quella fatica non piace e per questo sceglie di fare il raccoglitore di roba vecchia.
Oltretutto Rigoletto ha scoperto una cosa di se stesso, di cui faceva fatica a capacitarsi: non gli piaciono le donne. E quando in paese (quale paese?, ma non importa!) cominciano ad accorgersene e iniziano i commenti (siamo nel 1943), decide di andarsene in una grande città: Roma, una città occupata per 9 mesi dai nazisti.
Rigoletto qui, incontra uno stracciaio col quale convive fino a quando questo viene portato via dai fascisti e fino a quando arrivano gli Americani. E allora Rigoletto, da rubivecchi da quattro soldi, diventa LIBERATO!!.

Uno spettacolo denso di emozioni, ironia e drammaticità, quasi un prolungamneto di "Roma città aperta" di Rossellini, dove Camillo Grassi offre una interpretazione straordinaria che dà vita al testo intenso e poetico di 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗖𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶.
E, al termine, i due assieme sul palco del Teatro Comunale di Gambettola.
Lo spettacolo ci regala una storia toccante e profonda, dove l'amicizia e la condivisione si intrecciano alla cronaca politica, alla Liberazione vista dalla parte dei deboli, con un linquaggio diretto, che ama la forma popolare e dialettale.
Scriveva Gianni Clementi:
"Ho iniziato la mia carriera di drammaturgo scrivendo in Italiano. Dopo i primi tentativi più o meno riusciti, ho capito il motivo per cui avevo iniziato a scrivere per il Teatro. Quello che stavo cercando era la verità dei personaggi e sentivo che l’Italiano non mi consentiva di ottenere fino in fondo ciò che volevo. La cosa che forse mi ha da sempre più interessato, in una sorta di autoanalisi perenne, è capire da dove vengo. E le mie, le nostre radici, inevitabilmente, per storia e cultura, affondano quasi sempre in un humus contadino, semplice, istintivamente popolare. Non è un caso il desiderio umano della popolarità. Il piacere a molti. Il dialetto è un linguaggio popolare che piace a molti."
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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