Nasce Deploiable, il product lab che costruisce prodotti AI per le imprese: primo round da 500mila euro
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Capire dove l’intelligenza artificiale può creare valore non basta. E nemmeno sviluppare uno strumento AI senza sapere quale problema debba risolvere. È da questa distanza tra strategia e tecnologia che nasce Deploiable, che sfrutta le potenzialità dell’AI per portare sul mercato soluzioni AI-native partendo da bisogni reali di aziende o dallo scouting di nicchie di mercato.
Il posizionamento di Deploiable nasce da un doppio punto di osservazione. Da una parte, un limite dell’offerta oggi disponibile sul mercato, che vede l’intelligenza artificiale solo come un nuovo strumento per ottimizzare i processi interni e ridurre i costi, e non come una strategia che possa dare risultati concreti e misurabili in termini di business. Dall’altra, sfidare il classico ciclo delle startup, che vede delle regole molto canoniche fatte di investimenti sempre più ingenti a seguito di risultati di crescita, ma che paga lo scotto - almeno in Europa - di poche exit rispetto ad ecosistemi più “speculativi”.
«Oggi molte aziende che vogliono innovare si trovano davanti a due strade: innovare dall’interno se ci sono le giuste competenze o cercare innovazione dal mercato. Molto spesso quest’ultima strada si ferma perché startup e industria parlano due lingue finanziarie diverse», spiega Roberto Macina, co-fondatore e CEO di Deploiable. «Deploiable nasce per portare un nuovo modo di innovare usando l’intelligenza artificiale, che velocizza drasticamente lo sviluppo di prodotti che possano generare metriche e fatturato rapidamente. L’obiettivo non è creare unicorni ma prodotti innovativi appetibili per piccole e medie imprese che possano essere acquisiti come delle “micro-exit”».

Si tratta di un modello di product lab ancora poco diffuso in Italia e in Europa, che Macina e il team hanno l’ambizione di portare nel mercato europeo ispirandosi a modelli già sviluppati negli Stati Uniti.
A sostenere questo percorso, con un primo round di investimento da 500mila euro, c’è il fondo Cannonball e i business angel Alessandro Rimassa, Claudio Enriquez, Enrico Reggiani e Mirko Faiozzo.
A guidare questo percorso è Roberto Macina, imprenditore italiano e ingegnere informatico, che ha costruito la propria esperienza tra startup, innovazione digitale e venture building. Nel 2010 ha lasciato una società di telecomunicazioni per fondare Qurami, startup che ha sviluppato un’applicazione per la gestione delle code, consentendo agli utenti di verificare da smartphone i tempi di attesa e il numero di persone in fila, dagli uffici comunali a segreterie universitarie fino a grandi gruppi ospedalieri. Nel 2018 Qurami è stata acquisita da ufirst, dove Macina ha ricoperto il ruolo di COO e co-founder. Dopo l’esperienza di Qurami, Macina ha cofondato WDA con Mario Costanzo, scommettendo sul venture building in Italia in una fase in cui il modello era ancora poco esplorato, società poi acquisita dalla holding di investimento Next4 a fine 2024. Al suo fianco ci sono i cofondatori Valentina Iannucci, Strategy Lead, e Alessandro Piccinini, Deployment Lead, che con lui compongono il Consiglio di Amministrazione di Deploiable.
Maggiori informazioni: deploiable.com
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