“Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro” - Il conflitto degli opposti come viaggio iniziatico | RECENSIONE
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Con “Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro”, Federico Montoli firma un romanzo che unisce spiritualità, fantascienza e introspezione in un tessuto narrativo sorprendentemente compatto. La clinica che accoglie i protagonisti non è solo un luogo fisico: è un crocevia tra mondi, il punto in cui memoria, identità e forze invisibili si intrecciano. Il professore, lo sportivo e lo scienziato vengono proiettati in un ambiente che erode ogni certezza, rivelando manipolazioni mentali, esperimenti borderline e una dimensione spirituale che prende forma negli Sciamani gemelli Iaiman e Iantman.

Montoli costruisce un romanzo dove luce e oscurità non sono categorie morali nette, ma polarità complementari che definiscono il cammino umano. Il bene non è mai ingenuo, il male non è mai gratuito: entrambe le forze agiscono come strumenti di rivelazione. Intorno a questo nucleo gravitano simboli potenti, come il braccialetto misterioso, la città sospesa nel tempo, il direttore enigmatico, che rendono la storia una vera esperienza iniziatica.
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