FRANCO BANCHI ( PTE ): "PERCHE' IL COMUNE DI RIGNANO HA DIMENTICATO IL MONUMENTO AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE"?
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In questi giorni, tra i progetti che il Comune di Rignano Sull'Arno ha posto al vaglio della cittadinanza attraverso il “bilancio partecipativo” c’è anche quello per la ”conservazione e rinnovamento dei cippi e targhe memoriali delle vittime del nazifascismo e della guerra di liberazione”.
Sull’argomento interviene FRANCO BANCHI, rignanese e Presidente del movimento Popolari Toscani Europei:
“Niente da obiettare sull’intervento proposto per quanto prevede. L’obiezione riguarda il mancato inserimento nel progetto del Monumento ai Caduti delle Guerre e per la libertà situato in Via Piave del capoluogo”.
“Come tutte le cittadine ed i cittadini sanno - prosegue Banchi- questo monumento è giustamente il centro di tante manifestazioni e commemorazioni civili, politiche e militari che periodicamente hanno il doveroso compito di tener viva la nostra memoria condivisa circa quegli avvenimenti che hanno segnato le pagine più significative della storia del Novecento, così come vissuta dalla nostra comunità. Diverse famiglie, compreso chi scrive, trovano nel monumento uno o più nomi dei loro caduti . A maggior ragione, ora che l’Europa è traversata da minacciosi venti di guerra, dare importanza a questo simbolo di sacrificio per il bene comune e la pace costituirebbe un messaggio significativo”.

Così prosegue il Presidente PTE:
“Le usure del tempo non lo hanno risparmiato. Pare dunque necessario provvedere a dedicare a questo monumento una precisa attenzione al fine di restaurarlo anche in riferimento ad un contesto ( a cominciare dalla scalinata di accesso ) molto dimesso. A rendere il contesto fortemente precario si aggiungono poi le condizioni del parco che, ricordiamoci, è previsto dall'amministrazione come deputato alla deiezione dei cani”.
“E non dimentichiamo - conclude Banchi - il riferimento storico . Costruito dopo la Prima Guerra Mondiale, commemora cadute e cadute fino al 1945. E' registrato nel catalogo stesso dei beni artistici e paesaggisti e per questo ha anche un oggettivo e riconosciuto valore storico”
Ufficio Stampa
Franco Banchi
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