Sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia la pittrice Fridami con il suo omaggio a favore delle donne
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Fa parte della vastissima programmazione dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia il film “Elisa”, diretto da Leonardo di Costanzo. La pellicola segue la storia di una donna, in prigione per aver ucciso brutalmente la sorella. Il regista restituisce allo spettatore il racconto di una persona comune che, proprio in quanto tale, spaventa, ma allo stesso tempo porta a riflettere sulla banalità del male. Ha partecipato alla proiezione della pellicola – accompagnata dalla critica d’arte Ariadne Caccavale - Manuela Carnini, pseudonimo di “Fridami”, pittrice che traspone nei tessuti molte sue opere su tela, unendo arte e moda.
In occasione del red carpet Fridami ha indossato “Perfect Union”, fiore all’occhiello della collezione, di cui è autrice: “L’Arte addosso”. “Perfect Union – spiega l’artista – rappresenta il connubio perfetto: tra me e l’Amore, l’arte e la rinascita, il coraggio e la speranza, la forza e la determinazione. L’abito contiene un messaggio rivolto ad ogni donna: dalla violenza si può risorgere.” Il corpetto in raso di seta è esaltato da un cuore imperfetto di rose cucite a mano, impreziosito da perline e swarovski. In quel cuore c’è tutto il vissuto, le passioni e i dolori di Fridami, testimonianze vive in grado di resistere al tempo.
Chiaro è il riferimento all’abito nunziale, lo sfondo bianco e nero, in contrasto con il rosa e il porpora dei fiori, evidenzia l’unione perfetta di opposti che si attraggono e completano. Tali cromie antinomiche si rincorrono anche sulla coda dell’abito, fino a dar vita ad uno strascico di tre metri, da cui prende miracolosamente forma un cuore riportato, in trasparenza, sull’anello in organza posto sulle spalle: l’amore trapassa l’anima e il corpo da parte a parte con un’intensità e un’acme da narrazione martirologica. “Le mie sfilate - afferma Fridami - non sono finalizzate all’appagamento di una vanagloria, ma vogliono scuotere le coscienze, seppellire la paura: una donna violata può e deve tornare a brillare più forte di prima”. Partecipare alla prima di “Elisa” per Carnini è stato assistere a una emozionante pellicola e trovarsi al centro di una storia che urla silenziosamente di dolore, il dolore di una donna (articolo di Sofia Amati).
Ufficio Stampa
Antonella Ferretti
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