Farnborough, la partecipazione delle regioni italiane e la crisi dei distretti industriali dell’aerospazio
L’Air Show di Farnborough è concluso, e come in altre simili occasioni fioccano i comunicati di assessori e ministri sui successi conseguiti dalle varie delegazioni presenti alla rassegna. L’edizione 2010 della manifestazione aeronautica ancora una volta ha visto la partecipazione separata delle delegazioni regionali.
Napoli,
(informazione.news - comunicati stampa - industria)
L’Air Show di Farnborough è concluso, e come in altre simili occasioni fioccano i comunicati di assessori e ministri sui successi conseguiti dalle varie delegazioni presenti alla rassegna. L’edizione 2010 della manifestazione aeronautica ancora una volta ha visto la partecipazione separata delle delegazioni regionali. Una scelta criticata anche dal sottosegretario alla Difesa, Guido Corsetto: «L'anno prossimo, a Parigi, voglio vedere tutti i distretti italiani uno accanto all'altro», anche se, forse più che location di stand, la sostanza della questione è riportare le attività regionali di sostegno all’aerospazio all’interno di un modello di politica industriale nazionale.
Negli ultimi anni, guardando alle esperienze di Tolosa o dell’Alta Savoia, oppure di Siviglia o Amburgo, si è lavorato per la rete di Distretti. Una governance che recuperando una visione unitaria e nazionale del comparto sostenesse la competitività delle aziende, e dell’intero sistema delle imprese. Era settembre 2008 quando a Venaria le Regioni Campania, Piemonte e Puglia nell'ambito della conferenza internazionale di Finmeccanica, sottoscrissero l'accordo per il progetto di coordinamento degli interventi di supporto allo sviluppo industriale e all'innovazione tecnologica nel settore aerospaziale. Ma, l’idea non riesce a decollare, il Governo e le regioni non ci hanno speso risorse e molte imprese faticano a capire quali vantaggi otterrebbero da un simile modello e anche Finmeccanica ormai potrebbe defilarsi, anche se l’Ing Giovanni Bertolone, nel nuovo ruolo di manager di Finmeccanica, rassicura che continuerà a seguire il progetto per conto dell’holding di Piazza Monte Grappa.
Il nuovo Ad di Alenia Aeronautica, Giuseppe Giordo conferma che lui «arriva da un contesto, quello americano, dove i singoli stati sono abituati a farsi una concorrenza selvaggia pur di ottenere un investimento produttivo da parte di una multinazionale». Naturalmente Giordo non pensa che i Distretti debbano scontrasi tra loro, ma ritiene che «lavoreremo con chi ci offre di più, in termini di manodopera qualificata, di servizi e incentivi economici». Per la filiera italiana il messaggio non poteva essere più chiaro, e per il Metadistretto, se non è un de profundis, poco ci manca.
Nelle prossime settimane il Governo dovrebbe avviare con i nuovi bandi Pon una sorta di riconoscimento dei distretti, tutte le regioni sono in ritardo, e la Campania più delle altre, nonostante la delibera costitutiva è del marzo 2009 e il Tavolo Tecnico ha definito un progetto condiviso e una road map costitutiva del Distretto regionale.
Il Piemonte è bloccato dalle dimissioni presentate dal presidente Mario Calderini, vero animatore della fase costitutiva.
Il distretto pugliese è quello che ha fatto passi significativi, il riconoscimento con una legge regionale e la costituzione della società consortile che ha promosso e presentato anche progetti nell’ambito dei bandi Pon.
La Lombardia, partita tardi sta recuperano il tempo perso forte del sostegno delle forze politiche e di Formigoni che però dichiara che parteciperà al Metadistretto solo se ne avrà la leadership.
Uno scenario che conferma che nel nostro Paese fa fatica a trovare spazio una nuova cultura industriale e l’economia del Mezzogiorno ne paga le maggiori conseguenze.