Società
Chef Umberto Trotti e le sagre
Le sagre non sono solo un momento di festa. Sono un collante sociale, un’opportunità di riscoperta, un motore economico per i piccoli borghi che vogliono continuare a vivere e a farsi conoscere.
Lo sa bene Umberto Trotti, chef appassionato e anima dell’Osteria del Trap, storico punto di riferimento gastronomico di Ferentil. Ma Umberto non è soltanto un cuoco tradizionale: è anche un influencer di TikTok, seguito da migliaia di persone che ogni giorno si divertono con i suoi video e le sue celebri challenge dei quattro ingredienti.
«Il mio motto è sempre lo stesso: andiamo all’assaggio!»
Le sue challenge, diventate virali, trasformano la cucina in un gioco: Umberto benda i partecipanti, fa assaggiare quattro ingredienti misteriosi e li sfida a riconoscerli tutti. Un mix di intrattenimento, passione e cultura gastronomica che coinvolge giovani e adulti.
Quest’anno, Umberto sarà protagonista del Serpentone al Castello Nalto, l’evento che il prossimo 18 luglio riempirà uno dei luoghi più suggestivi del territorio di sapori, musica e convivialità.
«Sono onorato che l’Associazione Castello Nando mi abbia invitato per allegrare la serata e attirare più persone possibili. È un’occasione preziosa per far conoscere il nostro territorio e per far riscoprire la bellezza di stare insieme», racconta con entusiasmo.
Per l’occasione, porterà in scena i suoi famosi gnocchi morenacchia, una ricetta di famiglia diventata simbolo dell’Osteria del Trap e del suo percorso di chef. Ma non solo: insieme al presidente dell’Associazione, salirà sul palco per proporre dal vivo la challenge dei quattro ingredienti, coinvolgendo il pubblico in un momento di gioco e curiosità.
«Quando un paese si riempie di bancarelle, di profumi, di musica, si crea un’energia contagiosa. Il turista che viene a una sagra si affeziona al luogo: mangia, scopre, si incuriosisce, e poi magari torna. È un volano anche per i ristoranti: più movimento c’è, più tutti lavoriamo, e più il territorio cresce», spiega Umberto.
Le sagre, per lui, sono un tassello indispensabile della vita di comunità: un’occasione per riscoprire antiche ricette, tramandare tradizioni e stringere legami tra generazioni.
«Quando cucino in una sagra, vedo le famiglie sedute insieme, i bambini che assaggiano cose nuove, gli anziani che raccontano com’era una volta. È un momento di comunità pura. E per me è un onore esserci».
E alla fine, il suo messaggio è semplice ma potente:
Viva le sagre. Viva la passione di chi le organizza. Viva la curiosità di chi le visita. Perché quando un paese si riaccende, ci guadagniamo tutti. E ricordate sempre il mio motto: andiamo all’assaggio!