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"C'è vita su Venere", di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, a IPERCORPO Festival, Forlì

Con Antonella Bertoni: un solo che mette in evidenza la differenza e le diversità del corpo, tra anatomia e un senso più soggettivo del fisico femminile, nell’evolversi dell’età e del tempo
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

"C'è vita su Venere", di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, presentato a Ipercorpo Festival a Forlì, costituisce, insieme allo spettacolo Il paradiso perduto di Antonio Viganò, il prologo di Carne, il focus dedicato alla drammaturgia fisica curato da Michela Lucenti per ERT / Teatro Nazionale.

"Le Carnaval des Animaux" dell' Orchestra di Parigi, solista Misha Maisky, introduce la suggestiva performance di Antonella Bertoni  all'EXATR di Forlì, un solo che mette in evidenza la differenza e le diversità del corpo, tra anatomia e un senso più soggettivo del fisico femminile, nell’evolversi dell’età e del tempo. Un viaggio su Venere, dove la gravità è densa, dove nel suo lento andare il corpo si svelerà in una ultima metamorfosi.

"In prossimità della propria morte - commenta Michele Abbondanza - la Fenice costruisce il nido: lì essa brucia
completamente e dalle sue ceneri genera l’uovo nuovo. Il conseguente festoso entusiasmo si declina in una consumistica
esplosione rosa, che confluisce in un esaurimento e svuotamento del personaggio, esausto e circondato dai resti del suo agire.
Rimane solamente l’interprete abbandonata sotto il costume: è il tempo dello svelamento, di rivelare la possibile fragilità di chi si
nasconde dietro a una maschera, dietro a un velo ed anche dietro al suo stesso viso. Per vedere chi la sta guardando e giudicare chi la sta giudicando». Quale sarà l’ultima metamorfosi di questa creatura, in in creatura con stampelle, quadrupede espiatorio (capro?) o meraviglioso ed enigmatico  ippogrifo, che lentamente si allontana, solitario passeggiatore tra passate rovine.”

 Sono qui tutta intera.
Mammifero agèe,
lento,
dal fare annodato, 
che sa di incastro.
Sola e doppia,
immobile come l’acqua di un torrente che trema, sempre.

Abbondanza/Bertoni

C'è Vita su Venere

di

MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI

con 

Antonella Bertoni
luci
ANDREA GENTILI

elaborazioni sonore
ORLANDO CAINELLI

maschera e oggetti di scena
NADEZHDA SIMENOVA 

abito
CHIARA DEFANT

organizzazione, strategia e sviluppo
DALIA MACII

foto
TOBIA ABBONDANZA

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Giancarlo Garoia
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