"LA MADRE" di Florian Zeller con Lunetta Savino e Andrea Renzi al Teatro Ebe Stignani di IMOLA

Regia di Marcello Cotugno. Dal 29 gennaio al 2 febbraio 2025
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"LA MADRE" di  Florian Zeller con Lunetta Savino e Andrea Renzi al Teatro Ebe Stignani di Imola, dal 29 gennaio al 2 febbraio 2025, chiude la trilogia dello sceneggiatore Florian Zeller, iniziata allo Stignani nel 2018 con l’indimenticabile Il Padre con Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere e proseguita nella scorsa stagione con l’applauditissimo Il figlio interpretato da Giulio Pranno affiancato da Cesare Bocci e Galatea Ranzi. In questo capitolo conclusivo della trilogia – che nel progetto di Zeller era il primo, anche se i testi non sono collegati se non dal tema della famiglia – la protagonista è Lunetta Savino, diretta da Marcello Cotugno.

Ne La Madre Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, come abbandono del nido, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo. 

Anna è sposata con Pierre ma sembra non provare più alcun sentimento per il marito. Il suo vero amore è il figlio Nicholas che convive con la fidanzata: da quando se n’è andato Anna è precipitata in un vortice di dolore e solitudine che l’ha portata ad assumere psicofarmaci i quali, assieme all'alcool, alterano il suo comportamento.

Il mondo di Anna è un luogo in cui lei non si riconosce più, isolata da un ménage familiare che l’ha espulsa. Ma la responsabilità di questa solitudine non sta forse anche nell’aver rinunciato alla vita? Abdicare ai sogni, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione? 

Ma dai ricordi di Anna si può immaginare un risveglio? Nella sua mente di madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche che, alla fine, non sembrano essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile. 

In scena                       

Lunetta Savino – attrice, scrittrice e conduttrice televisiva – per tutta la sua carriera ha affiancato il teatro al cinema, collaborando con registi del calibro di Garrone, Parenti, Ozpetek e De Sica.

Perché vederlo?Con La Madre Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le sue possibili derive patologiche. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, come abbandono del nido, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale. Nella mente della madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche che, alla fine, non sembrano essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile. Ma la responsabilità della solitudine di Anna non sta forse nell’aver rinunciato alla vita? Abdicare ai sogni, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione?Biglietteria

Via Verdi n. 1/3 – tel. 0542 602610
Prevendita: sabato 25/01 ore 16-19 e martedì 28/01 ore 10-12. La prevendita dello spettacolo “La madre” sarà effettuata anche online dalle ore 19.30 di sabato 25/01 su www.vivaticket.com
Orari biglietteria: per le recite serali ore 19-21; per le recite pomeridiane 14-15.30.

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Teatro Ebe Stignani, IMOLA

 Compagnia Molière in co-produzione con Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Accademia Perduta/Romagna Teatri

LA MADRE

Autore: Florian Zeller

Regista: Marcello Cotugno

Scene: Luigi Ferrigno

Luci: Pietro Sperduti

Costumi: Alessandra Benaduce

Attori: Lunetta Savino, Andrea Renzi, Riccardo Ardolino, Chiarastella Sorrentino

Aiuto regia: Arianna Cremona
Assistente alla regia: Marta Finocchiaro

durata 1 ora e 20 minuti

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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