Europa Verde: «Il centro commerciale abusivo va abbattuto e trasformato in parco

Trasformare un abuso edilizio in un parco sarebbe una scelta di vera rigenerazione urbana. Trasformarlo invece in un nuovo contenitore di cemento significa perpetuare una logica urbanistica che Paratico dovrebbe ormai avere il coraggio di superare.
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Il centro commerciale di via Mazzini, che nel giugno 2025 il Consiglio di Stato ha dichiarato abusivo e da abbattere e che l’impresa costruttrice non ha mai demolito perché nel frattempo è fallita, ora, per una decisione  miope del Comune, è diventato «patrimonio indisponibile» dell’amministrazione comunale.

Il Comune sostiene che il riutilizzo dell’immobile sarebbe possibile sulla base del comma 5 dell’articolo 31 del DPR 380/2001, che prevede, l’acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive non demolite e la possibilità di una loro utilizzazione per finalità di interesse pubblico. Ma quali concrete esigenze pubbliche giustificano il mantenimento di un edificio che la giustizia amministrativa ha riconosciuto come abusivo e che avrebbe dovuto essere demolito?

Le destinazioni d’uso indicate dal Comune non giustificano una scelta tanto pesante sul piano urbanistico e ambientale che serve solo a salvare la faccia al Sindaco.

Il sindaco che nel 2018 aveva scelto di abbattere le scuole comunali, invece di procedere a un loro recupero, oggi scopre la necessità di nuovi spazi per una caserma destinata a quattro addetti della Polizia locale, che per il loro lavoro operano sul territorio, di una palestra, nonostante Paratico disponga già di strutture sportive, e gli spazi per iniziative pubbliche sono già disponibili all’oratorio o nei Comuni vicini.

Per Europa Verde la scelta dovrebbe essere un’altra: il centro commerciale va abbattuto e quell’area deve essere restituita al verde pubblico e al lago.
Paratico ha bisogno di più alberi, più suolo permeabile e più aree verdi, non di ulteriore cemento. Il cambiamento climatico non è più un fenomeno da rimandare: le temperature sempre più elevate e gli eventi meteorologici estremi impongono di ripensare gli spazi urbani, creando vere e proprie isole di frescura capaci di mitigare il calore e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
La demolizione consentirebbe  di recuperare a lago un'area oggi occupata da un manufatto edilizio e di ricostruire un corridoio verde favorevole alla biodiversità. Sarebbe un'occasione per rimediare almeno in parte a decenni di edificazione disordinata che hanno compromesso il rapporto tra Paratico, il lago e il suo patrimonio naturale.

Trasformare un abuso edilizio in un parco sarebbe una scelta di vera rigenerazione urbana. Trasformarlo invece in un nuovo contenitore di cemento significa perpetuare una logica urbanistica che Paratico dovrebbe ormai avere il coraggio di superare.
Dario Balotta co-portavoce Europa Verde BresciaBrescia 8 agosto 2026

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