Al Teatro W. Chiari di Cervia (RA) la prima nazionale di "Dialoghi con mia madre" Jordi Gàlceran, con Laura Curino e Francesco Gargiulo. Regai di Beppe Rosso
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"Dialoghi con mia madre" di Jordi Gàlceran, con Laura Curino e Francesco Gargiulo e la regia di Beppe Rosso, ha aperto la Rassegna contemporanea Teatri d'Inverno del Teatro W. Chiari di Cervia.
Il testo nato come film di successo prodotto in Argentina, scritto e diretto nel 2004 da Santiago Carlos Oves, e successivamente tradotto per il palcoscenico dal drammaturgo catalano Jordi Gàlceran che, con la sua scrittura profonda e ironica, ha costruito un’opera capace di coniugare profondità emotiva e costruzione narrativa con leggerezza e ironia.
Una messa in scena realistica, il cui valore risiede nella rivelazione dell'Intimità tra una madre di 84 anni e suo figlio, che ha cinquant'anni.
"Conversazioni di una madre", come recita il titolo originale, offre, attraverso la semplicità del linguaggio, la complessità delle riflessioni sull'esistenza: il testo adattato per il palcoscenico con le scene di Lucio Diana, i costumi di Agostino Porchietto e la regia di Beppe Rosso, mette in relazione due modi di essere e di vedere: il mondo della madre, una splendida Laura Curino, una donna che vive i suoi ultimi anni con grande chiarezza ed equilibrio, e quella del figlio, un ottimo Francesco Gargiulo, che concentra tutte le sue energie sulla risoluzione dei problemi materiali, come mantenere la sua situazione economica e quella della sua famiglia dopo aver perso il lavoro.
Sono due mondi: nella madre troviamo un umorismo sarcastico; lei ride dei problemi che il figlio dato che il valore dell'esistenza risiede nell'apprezzamento di cose semplici e quello del figlio "alienato" che vive oppresso dalla sua situazione economica.
La madre assapora ogni respiro, si innamora, riflette sulla fame, sull'uguaglianza e giustizia, mentre Il figlio mantiene uno stile di vita piccolo-borghese.
La figura materna. Complesso di Edipo?
Ma, qui, il rapporto sfugge a ogni spiegazione razionale. Esiste un codice emotivo insormontabile che non può essere infranto e rimane anche oltre la morte, poichè la commedia è densa di intimità emotiva, sa come rivelare i misteriosi percorsi della vita e della morte, dove il dettaglio è uno strumento di efficacia straordinaria.
In scena, Laura Curino, attrice con una vasta esperienza, crea un un personaggio empatico, con il quale instaura un dialogo che coinvolge il pubblico emotivamente nel dramma. Francesco Gargiulio, d'altra parte, mantiene lo stesso livello nella costruzione del suo personaggio e, in tal modo si sviluppa, in vita e dopo, la serie di “conversazioni”: ognuna delle quali rappresenta due cosmos distinti, uniti da un cordone indissolubile: quello della relazione psico-affettiva.
Le note di "Polkaism" di Laurent Dury chiudono la scena come segnale sonoro positivo: come rivelare nella semplicità di ogni giorno la misteriosa complessità della condizione umana.

Di Santiago Carlos Oves
versione teatrale di Jordi Gàlceran
traduzione di Pino Tierno e Valentina Ghiglia
con Laura Curino e Francesco Gargiulo
scene di Lucio Diana
costumi di Agostino Porchietto
regia di Beppe Rosso
produzione AMA Factory ETS, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Il Contato del Canavese
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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