Arte e Cultura
Il teatro delle stelle e dei paladini a Villa Aspreta: Amelia si prepara alla decima edizione di "Ciclopica"
(Amelia Tr) – Manca esattamente una settimana al via di uno degli appuntamenti più suggestivi ed eleganti dell'estate culturale umbra. Il prossimo 25 giugno si alzerà il sipario sulla decima edizione di "Ciclopica. Giganti in collina", il festival che ha saputo costruire nel tempo una formula vincente capace di fondere la valorizzazione turistica del territorio all'intrattenimento di altissimo profilo.
A fare da cornice e valore aggiunto alla manifestazione sarà ancora una volta Amelia, uno dei borghi più ricchi di storia dell'Umbria, che per l'occasione spalancherà le porte dello scenario unico di Villa Aspreta. Per questo importante traguardo del decennale, la direzione del festival ha deciso di puntare con decisione sul grande teatro, inserendo in cartellone due spettacoli imperdibili, in scena il 25 e il 26 giugno, capaci di far dialogare la ricerca drammaturgica contemporanea con i linguaggi della tradizione secolare.
Il primo dei due eventi speciali è "Tre Once di Lana Nera", un testo intenso scritto da Emanuele Principi e diretto da Giacomo Troianiello (responsabile anche del raffinato disegno luci e suoni). Sul palco un terzetto di attori di grande sensibilità: Maria Chiara Tofone, Emanuele Cordeschi Bordera e Lorenzo Carità Morelli (questi ultimi due impegnati anche nell'assistenza tecnica). La produzione, che si avvale dell'apporto grafico di Lucia Mariani, dei contenuti visivi di Pietro Ciavattini (Caravan Film) e del prezioso supporto dell'Associazione Demetra, vanta un palmarès di tutto rispetto nel circuito dei festival nazionali: vincitore del Bando MID 2017, secondo posto a "Teatro...voce della società giovanile" e finalista al Palio Ermo Colle e al Roma Fringe Festival.
Lo spettacolo si apre all'interno di una stanza disordinata, satura di libri e scatole di cartone. Una donna, una scienziata che vive isolata dal mondo in un osservatorio astronomico, riceve la lettera che le comunica il licenziamento. Finisce così una vita passata "con il naso all'insù". Nell'attesa del suo sostituto, la donna si trova a fare i conti non solo con i numeri e i dati scientifici del suo lavoro, ma con il bilancio della propria esistenza, scoprendo ciò che è scivolato via in modo irreparabile.
«Questo lavoro è uno studio profondo sul concetto di solitudine», spiegano gli autori. «Ci siamo chiesti quanta distanza possa prodursi nel tempo tra due corpi, tra un uomo e la società, tra la comunità e le sue stelle. Abbiamo concepito questo spettacolo come una caramella: abbiamo compresso riflessioni, musiche e direzioni diverse con il solo scopo di farle assaggiare al pubblico, puntando dritti alle emozioni pure, quelle che non chiedono spiegazioni».
Dalla solitudine dell'osservatorio si passerà poi all'epica cavalleresca con "Astolfo sulla luna", una messinscena straordinaria firmata dalla celeberrima compagnia palermitana Figli d'Arte Cuticchio. Lo spettacolo, pensato per affascinare sia i grandi che i bambini, porta ad Amelia il celebre episodio dell'Orlando Furioso in cui il paladino Astolfo vola sulla luna a bordo dell'Ippogrifo per recuperare il senno perduto del cugino.
A firmare la creazione, in veste di oprante e compositore delle musiche, è Giacomo Cuticchio. Il suo è un lavoro monumentale e coraggioso: da un lato custodisce il mestiere e l'universo simbolico tramandatogli dal padre Mimmo (che fondò la compagnia nel 1971 per salvare l'Opera dei Pupi dalla crisi della tradizione, inventando una nuova drammaturgia), dall'altro traghetta i pupi siciliani nella contemporaneità.
I legni dei paladini, le armature splendenti, la parola del "cunto", la musica e il ritmo del gesto smettono di essere archeologia polverosa per diventare un teatro di verità viva. I diversi linguaggi si fondono sullo stesso piano, offrendo agli spettatori di Ciclopica un'esperienza unitaria, vibrante e poeticamente potente che promette di rinnovare il senso profondo della meraviglia.
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