Fotovoltaico su tetto: fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità
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A pesare maggiormente è il calo del fotovoltaico, che registra una decrescita del 19% e che desta preoccupazione per il raggiungimento dei target prefissati dalla strategia energetica nazionale.
L’analisi dei diversi segmenti di mercato mostra una netta riduzione delle installazioni nel residenziale (-39%) e nel Commercial & Industrial (-30%). In controtendenza i grandi impianti che registrano una crescita: in aumento del 4% quelli tra 1 e 10 MW e del 28% quelli oltre i 10 MW. Tuttavia, questa espansione non è sufficiente a compensare il rallentamento complessivo del settore.

Il contributo del fotovoltaico su tetto tende a essere considerato di secondo piano rispetto a quello del solare a terra, a cui vengono di norma attribuiti incentivi e obiettivi decisamente più importanti. Eppure, come evidenzia un recente studio pubblicato su Nature Climate Change, il primo a tentare una mappatura globale del potenziale del fotovoltaico su tetto, questa tecnologia è estremamente significativa, anche da un punto di vista del contrasto ai cambiamenti climatici.
Lo studio è riuscito a mappare la superficie dei tetti adatti a ospitare gli impianti solari, quantificandola in ben 286.393 km2 a livello globale e mostra come lo sfruttamento massiccio del fotovoltaico residenziale potrebbe ridurre le temperature medie del pianeta di 0,05-0,13°C entro il 2050. Puntare sul fotovoltaico su tetto potrebbe evitare emissioni da 23,8 a 41,2 miliardi di tonnellate di CO2 (GtCO2) nei prossimi 25 anni e ritardare l’innesco dei cosiddetti “tipping points climatici”, i punti di non ritorno che comporterebbero dei danni irreparabili per il pianeta. Il calcolo dei ricercatori è che, se venissero utilizzati tutti i tetti idonei, questa tipologia di impianti fotovoltaici, in abbinamento all’accumulo di energia elettrica tramite apposite batterie, permetterebbe di generare circa 19.500 TWh di elettricità all’anno, sufficiente a sostituire quasi completamente quella derivata dai combustibili fossili.
Secondo Vito Zongoli, Amministratore Delegato di SENEC Italia: “Lo studio di Nature Climate Change evidenzia una verità semplice ma spesso dimenticata: gli obiettivi di sostenibilità possono essere raggiunti non necessariamente passando per i grandi impianti, spesso controversi, ma anche attraverso il fotovoltaico residenziale. Per questo sono fondamentali sforzi in due direzioni: da un lato, incentivi capaci di contrastare il consistente calo del settore a cui stiamo assistendo, dall’altro lo sviluppo di una cultura della sostenibilità tra i cittadini. La prospettiva di una detrazione fiscale per fotovoltaico e accumulo ulteriormente ridotta nel 2026 ed un sistema incentivante incerto e di breve termine non aiuta lo sviluppo organico di un settore così strategico per la transizione energetica, servono misure più coraggiose e stabili. Contemporaneamente, è importante diffondere in modo più ampio la conoscenza sul valore strategico delle rinnovabili, sui benefici ambientali ed economici del fotovoltaico. È da qui che dobbiamo ripartire: occorre promuovere una nuova narrazione dell’energia pulita, più vicina alle persone, più trasparente e più concreta. Perché ogni tetto inutilizzato è un’occasione mancata. E perché una transizione affidata solo agli incentivi non potrà mai essere significativa.”
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