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FISIOTERAPISTI CONTRO OSTEOPATI: BASTA A QUESTA GUERRA FRA POVERI!

Il rallentamento dell'Iter per l'approvazione del DDL in materia di riordino delle professioni sanitarie rischia di penalizzare tutte le categorie professionali che ambiscono al loro pieno riconoscimento. A partire da chi attende da anni la definizione degli Albi nazionali . Appare quindi giustificata l'opposizione pregiudiziale al riconoscimento delle nuove professioni?
Genova, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni) L'analisi dei recenti interventi nel merito della regolamentazione dell'osteopatia da parte di di alcuni rappresentanti delle associazioni fisioterapiche rivela una serie di marchiane inesattezze, a cui rispondiamo:

Non è vero che in Italia non esistano corsi di osteopatia autorizzati: il M.I.U.R. della Liguria ha autorizzato nel 2011 il Corso libero a carattere privato in Medicina osteopatica in Genova (IEMO), ai sensi della legge che autorizza gli studi sotto controllo internazionale nel nostro Paese. Continuare ad affermare che non vi siano Studi in osteopatia autorizzati in Italia rappresenta un palese falsità. Erogare, invece, una formazione rigorosa in quanto regolamentata dalle leggi di un Paese europeo rappresenta riferimento oggettivo per l'attendibilità della qualità formativa degli osteopati esclusivi in Italia;

Intendere l'osteopatia come specializzazione sanitaria è posizione legittima ma non coerente con i Rapporti O.M.S. e con la Norma di standardizzazione europea. Il conseguente appello allo stralcio dell'art. 4 del DDL che renderebbe autonoma e sanitaria la professione di osteopata, determinerebbe solo la marginalizzazione di questa disciplina nell'interesse dei suoi detrattori e a svantaggio dell'intera cittadinanza: una nuova sconfitta per la politica italiana;

il Documento italiano ("A-deviation"alla Norma CEN) che abbiamo contribuito a redigere nelle sedi pubbliche idonee (Ente Nazionale di Unificazione-Milano), in collaborazione col Ministero della Salute e con la vistosa assenza dei rappresentanti delle varie organizzazioni private di fisioterapisti, rileva in realtà l'anomalia nazionale della professione sanitaria dell'osteopata, in quanto non ancora regolamentata in tal senso. Questo dato, essendo stato approvato da tutta Europa in allegato alla norma di standardizzazione europea , non dice affatto che l'osteopatia sia terra di conquista per fisioterapisti senza adeguata formazione, bensì il suo esatto contrario;

L'approvazione dell'art. 4 del DDL Lorenzin non renderebbe legale null'altro se non la professione di osteopata da potersi esercitare in base ai requisiti più idonei: a nostro avviso in linea con i Decreti francesi, ovvero 4800 ore di frequenza di cui 1000 di tirocinio in 5 anni di studi. L'opposizione a detto provvedimento col pretesto della sovrapposizione ad altre attività cela in realtà il tentativo, non suffragato da elementi oggettivi di giudizio, di nuocere all'evoluzione di una nuova professione a cui ambiscono migliaia di operatori italiani sostenuti da milioni di pazienti;

Come definito in occasione della prima approvazione del DDL in Senato, mediante provvedimento di autorizzazione della Commissione Bilancio, non vi sarebbero costi per lo Stato nel caso del riconoscimento degli osteopati e dell'istituzione dei corsi di studi più accreditati (cfr.);

Gli osteopati, per primi, hanno richiesto una sanatoria seria dei professionisti in essere, allo scopo di garantire la sicurezza dei cittadini in primiis. A differenza di quanto accaduto nel riconoscimento di altre professioni in passato, si intende cioè ollaborare col legislatore per assicurare qualità e massima competenza a beneficio del SSN, al contrario di quanto sostenuto da chi invoca irresponsabilmente lo stralcio dell'art. 4 dal DDL e lo stallo conseguente.

Si ritiene, pertanto, che le affermazioni riferite dai rappresentanti delle associazioni fisioterapiche non dispongano di adeguata e oggettiva conoscenza degli elementi da essi stessi citati. Nonostante questo, nessuno chiede di stralciare dal DDL il riconoscimento del nuovo Albo nazionale dei fisioterapisti, a dimostrazione dell'approccio più elegante, solidale e deontologicamente corretto della categoria degli osteopati italiani. Ne consegue che la guerra solitaria combattuta dai rappresentanti dei fisioterapisti non rischia di fare male solo agli osteopati, ma a loro stessi e, soprattutto, alla Sanità nazionale.

Il Comitato scientifico dell'Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica / I.E.M.O. - Provider nazionale ECM
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