LOREDANA PERASSO TORNA AD INCANTARE CON LA SUA VOCE: DOMENICA 22.GIUGNO AL PALAZZO DUCALE DI GENOVA CI SARA’ PER CANTARE “MA SE GHE PENSO”

Loredana Perasso sarà ospite dell’evento musicale che si tiene al Plazzo Ducale di Genova interpretando la canzone già interpretata da Gino Paoli, Mina, Ricchi e Poveri, Bruno Lauzi e Antonella Ruggiero.
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next

Domenica 22.Giugno alle ore 15.30 Loredana Perasso e altri interpreti genovesi si ritroveranno per omaggiare una canzone iconica della città di Genova, parliamo di: “Ma se ghe penso”.

Per l’occasione verranno festeggiati i 100 anni di questo storico brano genovese, oltre alla Perasso accompagnata dal suo chitarrista Sergio Nardotto, vediamo altri protagonisti della scena genovese come: il commediante Roby Carletta, Franco Albanese & Roberto Valla , Nino Durante , Poesia in genovese con la attrice Bianca Podestà sul Bigo, con testo di Carmelo Donato ,  Il gruppo Storico Sestrese , ed il gruppo Folkloristico Citta di Genova, a presentare ci sarà Franco Bampi.

Un omaggio alle tradizioni e alla Musica  Genovese “Ma se ghe penso” (Ma se ci penso in italiano) è una storica canzone in lingua genovese. Scritta nel 1925, è divenuta d'uso tradizionale e simbolo della cultura musicale ligure.

È stata eseguita da diversi artisti fra i quali: Gino Paoli , Mina nel 1967, Loredana Perasso  Ricchi e Poveri, Natalino Otto, I Trilli, Bruno Lauzi in diverse incisioni e Gilberto Govi .

Nel 2007 è stata incisa anche da Antonella Ruggiero , che già l'aveva cantata a Genova il 26 luglio 2004, in occasione della manifestazione canora “Just Like a Woman”, registrata nell'album Stralunato Recital Live. Durante la serata finale del Festival di Sanremo 2011 la canzone è stata eseguita sul palco del Teatro Ariston dal trio Massimo Ranieri, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu .

Nel 2017 la cantante Francess ha fatto una versione in inglese col titolo “If I think home”. La canzone narra la storia di un genovese emigrato in America Latina in cerca di fortuna, evento socialmente molto comune tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, che, ritrovatosi a pensare alla bellezza della sua città natale, sopraffatto dalla nostalgia, decide di farvi ritorno, contro il volere del figlio.

La canzone si apre con il riferimento alla povertà del protagonista, che è partito completamente squattrinato (sensa ûn-a palanca) per le Americhe, dove si è sistemato economicamente, e torna trent'anni dopo a Genova pur di rivedere la sua terra (E sensa tante cöse o l'è partïo, senza tanti indugi è partito), disinteressandosi del fatto che il figlio preferisca rimanere nel nuovo continente e partendo in un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio per formare di nuovo il suo nido a Genova.

Questa canzone, diventata un vero e proprio simbolo musicale della città di Genova e di tutto ciò che la riguarda (in maniera similare a quanto avvenuto a Milano con il brano O mia bela Madunina), descrive l'attaccamento dei genovesi alla propria città e contrasta lo stereotipo della loro avarizia, riconoscendogli valori più alti di quelli materiali: nel caso del protagonista, a un iniziale desiderio di una condizione migliore (Aveva lottato per risparmiare e farsi la palazzina e il giardinetto), pian piano subentra la nostalgia che lo vince.

Ufficio Stampa

nicola convertino
 Nicola Convertino Management LTD (Leggi tutti i comunicati)
via Francesco Turati, 289
63019
[email protected]
3920827262

;