Guardare indietro per andare avanti

Con questo disco i The Smoke Mirrors sembrano chiudere un cerchio e aprirne un altro. Il suono è più consapevole, ma conserva la stessa urgenza espressiva. Questa conversazione riflette sul significato del percorso fatto e su quello che resta ancora da scoprire.
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"Lunar" è stato scelto dal pubblico come singolo. Questo ha cambiato il vostro rapporto con il brano?

No direi di no, è un brano che è inserito nel contesto del disco e lo vediamo come una parte organica del tutto, è una tappa di un racconto più ampio…il fatto che sia il primo singolo credo sia dovuto al fatto che sia una tra le canzoni più orecchiabili del disco.

Il tema del perdono torna più volte nell’album. È stato il vero punto di partenza?

No è stato un caso, essendo in tre a scrivere, può capitare di avere una stessa idea nello stesso momento. Per quanto riguarda il perdono, che ricorre spesso, è una terapia per affrontare il dolore, una medicina per guarire.

La vostra musica sembra non avere fretta. È una forma di resistenza?

Si può dire così. Non siamo più ragazzini e non abbiamo quella voglia di apparire a tutti i costi apparteniamo ad una generazione che aveva altri ideali ed altre aspirazioni, soprattutto in ambito musicale il nostro obiettivo è di coinvolgere emotivamente e non di emergere a tutti i costi…al giorno d’oggi è una forma di resistenza.

Dopo "Hunting Ghosts", cosa sentite di dover ancora dire?

Molto, moltissimo abbiamo già in lavorazione il prossimo disco anche se ancora le canzoni sono in una forma embrionale, noi siamo tre autori e scriviamo molto, per cui finché avremo la necessità di esprimerci in questa forma ci saranno dischi degli Smoke Mirrors.

https://open.spotify.com/intl-it/album/23OZoXYuF1kw0HIhKyBJpy?si=FTL0103LRv-yq3-c5ra_2g

Ufficio Stampa

Giulio Berghella
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