PORTOGALLO CAMPIONE DEGLI EUROPEI DI CALCIO: SI CHIUDE ANCHE IL PROGETTO “ALTRI EUROPEI 2016” PER PROMUOVERE IL DIRITTO ALLO SPORT PER TUTTI
Il Progetto sostenuto da The Small Now e GUNA si è svolto in 6 tappe itineranti, con numeri importanti: sono state sensibilizzate oltre 10.000 persone e coinvolti più di 500 giocatori e giocatrici tra Italia, Turchia, Ungheria e Francia
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In concomitanza con la conclusione degli Europei di Calcio 2016, vinti dal Portogallo, si tirano le somme anche sul progetto “Altri Europei 2016 - football sans frontières” - organizzato da The Small Now Onlus in collaborazione con Altropallone Asd Onlus, e sostenuto da GUNA, azienda leader in Italia nel settore della produzione e distribuzione di farmaci di origine biologico-naturale - che è stato un viaggio itinerante volto a promuovere il diritto allo sport per tutti, parlando lo stesso linguaggio comune: il calcio e la sua forza di unire.
Il progetto ha promosso la pratica sportiva come strumento d’integrazione, pace e tolleranza attraverso un’intensa attività a livello locale e internazionale con particolare riferimento ai giovani con minori opportunità.
“Altri Europei 2016” si è concretizzato con un viaggio a tappe, tra Italia, Turchia, Ungheria e Francia di un equipe multicomponente che ha cavalcato l’onda mediatica degli Europei di Calcio 2016 per porre l’attenzione su temi quali l’inclusione sociale, l’integrazione, le opportunità per i giovani, e in particolare per quelli con minori possibilità attraverso attività sportive, sensibilizzando e coinvolgendo la cittadinanza.
Tutto il “viaggio” ha avuto come filo conduttore il calcio: il calcio di strada, del campetto di periferia, il calcio che unisce, che fa correre dietro alla palla e saltare le barriere. Perché il calcio è relazione, è partecipazione e cittadinanza. Nelle 6 differenti tappe sono state coinvolte 20 realtà locali (Associazioni, enti pubblici, società sportive nei territori di intervento), sensibilizzate oltre 10.000 persone e coinvolti nelle diverse attività oltre 500 giocatori e giocatrici provenienti da tutto il mondo.
La sponsorizzazione da parte di GUNA del progetto conferma ancora una volta il legame che intercorre tra l’Azienda e il mondo dello sport: da sempre GUNA ha l'obiettivo di rendere disponibili soluzioni innovative, controllate, sicure ed efficaci per il conseguimento e il mantenimento del benessere psicofisico anche degli sportivi, amatoriali e professionisti.
Tante emozioni durante le differenti tappe del progetto:
- Milano - Cernusco sul Naviglio: si è giocato un triangolare tra i ragazzi della comunità Oasi 7 di Campisco, la squadra degli Altri Europei formata da richiedenti asilo politico provenienti da numerosi paesi africani e la squadra di Estportare.
- Ankara (Turchia): match, training e attività interculturali con il Cankaya Belediyesi Blind, società sportiva per ragazzi e ragazze non vedenti.
- Milano: all’interno della festa dei 40 anni di Radio Popolare, si è giocata la partita tra squadre di richiedenti asilo e Radio Popolare.
- Torino - Balon Mundial: partite e workshop all’interno del più grande torneo (maschile e femminile) di comunità migranti d’Europa.
- Pilismarot - Budapest (Ungheria): scambio giovanile inter-europeo incentrato sul benessere psicofisico e lo sport come strumento di pace e integrazione.
- Calais (Francia): partite, attività sportivo-educative e momenti di sensibilizzazione con i giovani del campo profughi La Jungle.
Il progetto ha promosso la pratica sportiva come strumento d’integrazione, pace e tolleranza attraverso un’intensa attività a livello locale e internazionale con particolare riferimento ai giovani con minori opportunità.
“Altri Europei 2016” si è concretizzato con un viaggio a tappe, tra Italia, Turchia, Ungheria e Francia di un equipe multicomponente che ha cavalcato l’onda mediatica degli Europei di Calcio 2016 per porre l’attenzione su temi quali l’inclusione sociale, l’integrazione, le opportunità per i giovani, e in particolare per quelli con minori possibilità attraverso attività sportive, sensibilizzando e coinvolgendo la cittadinanza.
Tutto il “viaggio” ha avuto come filo conduttore il calcio: il calcio di strada, del campetto di periferia, il calcio che unisce, che fa correre dietro alla palla e saltare le barriere. Perché il calcio è relazione, è partecipazione e cittadinanza. Nelle 6 differenti tappe sono state coinvolte 20 realtà locali (Associazioni, enti pubblici, società sportive nei territori di intervento), sensibilizzate oltre 10.000 persone e coinvolti nelle diverse attività oltre 500 giocatori e giocatrici provenienti da tutto il mondo.
La sponsorizzazione da parte di GUNA del progetto conferma ancora una volta il legame che intercorre tra l’Azienda e il mondo dello sport: da sempre GUNA ha l'obiettivo di rendere disponibili soluzioni innovative, controllate, sicure ed efficaci per il conseguimento e il mantenimento del benessere psicofisico anche degli sportivi, amatoriali e professionisti.
Tante emozioni durante le differenti tappe del progetto:
- Milano - Cernusco sul Naviglio: si è giocato un triangolare tra i ragazzi della comunità Oasi 7 di Campisco, la squadra degli Altri Europei formata da richiedenti asilo politico provenienti da numerosi paesi africani e la squadra di Estportare.
- Ankara (Turchia): match, training e attività interculturali con il Cankaya Belediyesi Blind, società sportiva per ragazzi e ragazze non vedenti.
- Milano: all’interno della festa dei 40 anni di Radio Popolare, si è giocata la partita tra squadre di richiedenti asilo e Radio Popolare.
- Torino - Balon Mundial: partite e workshop all’interno del più grande torneo (maschile e femminile) di comunità migranti d’Europa.
- Pilismarot - Budapest (Ungheria): scambio giovanile inter-europeo incentrato sul benessere psicofisico e lo sport come strumento di pace e integrazione.
- Calais (Francia): partite, attività sportivo-educative e momenti di sensibilizzazione con i giovani del campo profughi La Jungle.
Ufficio Stampa
Clelia Corradi
GUNA (Leggi tutti i comunicati)
(Milano) Italia
[email protected]
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