Il matrimonio delle radici: a Lanciano un “sì” che unisce famiglie, territori e comunità
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Un matrimonio nella terra dei propri nonni può riaprire una storia di famiglia e creare nuove relazioni con un’intera comunità. Da questa prospettiva è nato il confronto della tavola rotonda “Ritornare per dirsi Sì”, tenutasi il 2 ottobre alla Fiera di Lanciano e dedicata al matrimonio delle radici, tra identità, territori e nuove opportunità turistiche.
L’incontro, organizzato da Wedding Bureau Consulting in collaborazione con la Confederazione Italiani nel Mondo – CIM, ha ospitato la presentazione nazionale della Carta dei Servizi CIM per i Matrimoni di Ritorno. Al centro, la costruzione di una rete di accoglienza capace di accompagnare le coppie di origine italiana e le loro famiglie nella scelta di celebrare le nozze nei territori d’origine.
La partecipazione in streaming delle comunità italiane e italodiscendenti di Brasile, Argentina, Canada e Stati Uniti ha dato una dimensione internazionale al confronto, collegando il lavoro degli operatori alle persone cui questa proposta si rivolge.
Faggioli: “Ogni ritorno può diventare un nuovo inizio”
«Il turismo comincia quando un luogo ci emoziona e una persona ci fa sentire accolti. Nel turismo delle radici questa emozione riapre una storia familiare e può generare nuovi legami», afferma Fausto Faggioli, Presidente della Commissione Turismo CIM Confederazione Italiani nel Mondo. «Il nostro compito è dare a questi legami una prospettiva concreta: coinvolgere le comunità, unire le competenze e costruire opportunità per le imprese e per i giovani. Il matrimonio delle radici può diventare un progetto di comunità, nel quale chi torna ritrova appartenenza e chi accoglie contribuisce al futuro del proprio territorio».
Schunck: “Dall’idea alla filiera, con competenze e servizi”
«A Lanciano abbiamo messo in relazione professionalità diverse attorno a un obiettivo comune: costruire un’accoglienza autentica e organizzata per il matrimonio di ritorno», sottolinea Francesca Schunck, Presidente di Wedding Bureau Consulting ed esperta di progettazione e sviluppo di reti di filiera. «Per trasformare un desiderio in un’esperienza di qualità servono collaborazione, formazione e servizi coordinati. La Carta dei Servizi CIM vuole accompagnare questo percorso, valorizzando gli operatori e l’identità dei luoghi. Il prossimo passo è dare continuità alle relazioni nate e tradurle in proposte concrete».
Marzano: “Dietro ogni matrimonio c’è una storia da ascoltare”
«Il matrimonio delle radici racchiude una forza narrativa straordinaria: due persone scelgono di iniziare il proprio futuro nel luogo da cui è partita la storia della loro famiglia», osserva Antonio Marzano, giornalista, Direttore di Domani mi Sposo e promotore della Carta dei Servizi CIM. «Per raccontare e proporre questa esperienza occorre conoscere le aspettative delle coppie e mettere in dialogo memoria familiare, professionalità del wedding e offerta turistica. Il confronto di Lanciano ha mostrato quanto sia importante lavorare insieme per rendere questa opportunità riconoscibile e accessibile».
Il contributo delle istituzioni e degli operatori
Il confronto ha riunito competenze istituzionali, commerciali, formative e territoriali. Sono intervenuti Daniele D’Amario, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale dell’Abruzzo, e Roberto Santangelo, Assessore regionale e delegato del Presidente a presiedere il CRAM, portando il contributo delle istituzioni e il legame con gli abruzzesi nel mondo.
Tobia Salvadori, Direttore di Convention Bureau Italia e Responsabile di Italy for Weddings, ha affrontato il posizionamento dell’Italia nel mercato internazionale del destination wedding; Dina Ravera, Presidente di Destination Italia Group, la costruzione e commercializzazione del viaggio matrimoniale di ritorno.
Rita Salvatore, dell’Università degli Studi di Teramo, ha richiamato il ruolo della formazione e delle nuove professionalità, mentre Liana Moca, celebrante e Vicepresidente di Wedding Bureau Consulting, ha approfondito il valore del rito simbolico, della storia familiare e dei professionisti del territorio.
Il contributo sulle reti territoriali, gli itinerari e le filiere dell’accoglienza è stato portato da Filippo De Sanctis, Presidente del Comitato d’Attuazione DMC Terre del Sangro Aventino, Michele Perrozzi, coordinatore DMC Costa dei Trabocchi e Terre del Sangro Aventino, e Carlo Ricci, Direttore del GAL Costa dei Trabocchi. Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia, ha illustrato il ruolo dei Comuni nell’accoglienza e nella valorizzazione dei luoghi.
La conduzione di Francesca Schunck e Antonio Marzano ha accompagnato il dialogo tra i diversi protagonisti, facendo emergere una prospettiva condivisa: collegare il patrimonio affettivo delle origini a un’offerta turistica curata, riconoscibile e costruita con le comunità.
«Da Lanciano ripartiamo con una responsabilità comune: trasformare il confronto in collaborazioni, servizi ed esperienze autentiche», conclude Faggioli. «Facciamo in modo che chi torna trovi una comunità pronta ad accoglierlo e nuove ragioni per restare legato a quella terra. Le radici ci chiamano: insieme possiamo farle diventare futuro».
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Fausto Faggioli
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