Kamilya Jubran, voce e oud, al Festival delle Culture, per Ravenna Festival 2025

Venerdì 23 maggio, Teatro Alighieri, ore 21. Se il profondo legame di Ravenna Festival con la città si esprime anche nel celebrare Ravenna come crocevia di popoli e culture, la collaborazione nata l’anno scorso con il Festival delle Culture era destinata a crescere nel tempo.
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A Ravenna il Festival delle Culture, 

Se il profondo legame di Ravenna Festival con la città si esprime anche nel celebrare Ravenna come crocevia di popoli e culture, la collaborazione nata l’anno scorso con il Festival delle Culture era destinata a crescere nel tempo.

 Dopo lo spettacolo del 24 aprile, al Teatro Rasi, con Rasha Nahas, voce solista e chitarra, accompagnata da Jelmer De Haan, basso  e dalla batteria di Altair Chaguela cui musica riflette le radici della sua famiglia in un villaggio dell’Alta Galilea, la città di Haifa dove è cresciuta, e Berlino, dove l'artista vive oggi. a Maggio sarà invece il Teatro Alighieri a ospitare un fine settimana di musica.

 Venerdì 23 maggio è la volta di Kamilya Jubran voce e oud, già vocalist dei Sabreen e figura di riferimento per una riuscita ibridazione fra tradizione classica araba, musica popolare palestinese, improvvisazione ed elettronica.

 Nella tragedia lunga quasi ottant’anni del popolo palestinese, la musica – dal patrimonio tradizionale fino all’hip hop e all’elettronica – ha svolto un cruciale ruolo di difesa ma anche di costruzione dell’identità collettiva. Se la drammatica vicenda di esodo, conflitto, occupazione, esilio ha – anziché indebolirlo – rafforzato il senso di appartenenza a una terra e a una storia, d’altro canto nello sconvolgimento della società pre-1948 e nella diffusa condizione diasporica il mondo palestinese ha scoperto la sua capacità di resilienza e ha intrecciato la propria con altre culture. Un’esperienza che dispone la creazione musicale palestinese alla sintonia con i tratti tipici della contemporaneità, come l’ibridazione dei linguaggi, l’ubiquità culturale, la dialettica di tradizione e innovazione e di locale e globale.

Una figura di riferimento imprescindibile per capire dove stia andando la nuova musica contemporanea, fin dove può spingersi con l’ibridazione di ambiti e generi che vanno dalla tradizione classica mediorientale alla musica popolare palestinese, fino all’improvvisazione radicale. La sua è una storia intensa e appassionante.

in collaborazione con Festival delle Culture

 Sabato 24 l’appuntamento è con lo Shamstep, il genere musicale creato dalla band 47Soul (il nome del gruppo allude al 1947, l’anno precedente la prima guerra arabo-israeliana), combinando musica da strada, ritmi elettronici e influenze funk, hip-hop e rock. Domenica 25 è protagonista Bashar Murad, cantautore e regista il cui pop sfida gli stereotipi e illumina questioni sociali.

Promosso dal Comune di Ravenna – unità organizzativa Politiche per l’immigrazione e la cittadinanza, il Festival delle Culture affronta temi interculturali attraverso diversi linguaggi – letterario, musicale, artistico, teatrale, giornalistico… – per rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della convivenza civile, in collaborazione anche con le comunità migranti.

 Festival delle Culture

venerdì 23 maggio
Teatro Alighieri, ore 21
Kamilya Jubran

 Gli appuntamenti successivi:

sabato 24 maggio
Teatro Alighieri, ore 21
47Soul
chitarra Hamza Arnaout
voce, percussioni Tareq Abu Kwaik
voce, tastiere Ramzy Sulieman

 Gli appuntamenti successivi

domenica 25 maggio
Teatro Alighieri, ore 21
Bashar Murad
voce e tastiere Bashar Murad
sintetizzatori Isam Elias
percussioni & live electronics Einar Stefánsson

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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