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Al Teatro Sperimentale di Pesaro "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello, con Silvio Orlando e la regia di Andrea Baracco

Un Pirandello vivo, moderno,emozionante e inatteso. Perchè "pazzia è gridare la verità" Repliche fino a domenica 22 Febbraio 2026
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Al Teatro Sperimentale di Pesaro "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello.

 Silvio Orlando è Ciampa, figura tragica e grottesca, cuore pulsante de Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, testo nato da una novella e adattato poi per la scena nel 1917 per essere poi portato sulle scene in decine di versioni (ricordiamo qui quella memorabile con Paolo Stoppa nella  messa in scena del 1984-1985 diretta da Luigi Squarzina)

 Il testo proposto dalla regia di Andrea Baracco abbandona il delitto di Ciampa e si concentra sullo scandalo, sulla verità che sfugge e sulla follia come rifugio. Ciampa è un uomo che cammina sul filo, cerca la quiete ma viene spinto allo scontro. Il salotto borghese diventa un ring, dove le parole sono fendenti e il riso muta presto in angoscia.

Silvio Orlando, in un ruolo intenso e vibrante, dà vita a un personaggio umile e profondo, che si difende con parole taglienti, oscillando tra comicità amara e dolore lirico.

Un Pirandello vivo, moderno,emozionante e inatteso.

Perchè "pazzia è gridare la verità"

Con una scenografia densa di domande . ricercata e modernaa ed un accompagnamento musicale che spazia da "Tango from Agony" a "Pinendale Wyoming" di Marc Peterson, fino a "Speed Limit,A Night Ride" di Ezio Bosso. 

. Con Silvio Orlando sono in scena Stefania Medri, Marta Nuti, Michele Eburnea, Davide Lorino, Francesca Farcomeni, Francesca Botti, Annabella Marotta.


 "Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra, scrive il regista.  È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede".

di Luigi Pirandello
con Silvio Orlando
e con (in ordine alfabetico) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri
Marta Nuti
regia Andrea Baracco
revisione Linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
scena Roberto Crea

costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani
Cardellino Srl
Teatro Stabile Dell’umbria
Teatro Stabile Di Bolzano
Direzione Generale Maria Laura Rondanini

Repliche fino a domenica 22 Febbraio 2026

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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