“L’Odissea delle donne”, uno spettacolo tratto dal romanzo di Marilù Oliva, per la regia di Cinzia Maccagnano, al PolverigiFest 2025
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A PolverigiFest 2025, Teatro della Luna l' Odissea delle donne’ di Marilù Oliva, per la regia di Cinzia Maccagnano.
“L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre” (2020), con Federica Di Martino, Sonia Barbadoro, Eleonora Bernassa, Beatrice Ceccherini, Liliana Massari e Silvia Siravo.
il poema omerico viene rivisitato, scritto e narrato dal punto di vista delle donne che ebbero la ventura di incontrare e di innamorarsi di Ulisse nel lungo decennio di peregrinazioni dell’eroe omerico che da Troia, sconfitta e distrutta, fortemente ‘vuole e deve tornare nel suo regno, Itaca, e dalla fedele sposa Penelope che. subito lo chiama "Accosta la nave alla meta agognata".
In scena, si intrecciano i monologhi delle donne che vorrebbero voluto trattenerlo nelle infinite traccie dell'amore.
L’Odissea raccontata, quindi, non solo come viaggio di un uomo, ma come storia d’amore di molte donne, il "Poema delle donne", infatti.
Le donne e le infinite forme dell'amore: in primis Penelope, l’alter ego del marito che subito invoca "Accosta la tua nave", paziente e forte. L’amore di Penelope non ha tempo, ha confini immensi. Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, resistendo ai Proci, ma gli è pari in astuzia e caparbietà. Alla fine soltanto il segreto del letto permetterà ai due di ritrovarsi e riconoscersi. Le intelligenze dei due coniugi si confrontano proprio nel verso 177 del XXIII canto: «στόρεσον πυκινὸν λέχος» ovvero «stendi il solito letto».
Calipso, che si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare, "l'amore che si sacrifica", Nell’isola ove regna il non-tempo rappresenta la lontananza, l’ignoto.
.E, ancora. le Sirene, decise a distruggere Odisseo, l'amore violento.
Al contrario, Nausicaa, la figlia di re Alcinoo, è l’immagine dell’accoglienza, della dolcezza, della purezza e sensibilità, una ragazza adolescente che, illusa da Atena in sogno, si innamora dello straniero giunto nelle sue terre. Nausicaa, la seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo, l'amore puro che intona, alla fine, "Sii felice, straniero: tornato alla terra dei padri, non scordarti di me, perché a me per prima devi la vita".
Tremila anni dopo Nietzsche scriverà, mettendosi dalla parte del "maschio"

"Bisogna prendere congedo dalla vita come Odisseo da Nausicaa – benedicendola, piuttosto che innamorati di essa" !
Circe, la “signora degli animali e delle piante”, ovvero la maga, la cui fama è quella di “incantatrice”, poiché illude gli uomini con il piacere. Qui l’eroe vacilla ed è insicuro di sé stesso, dopodiché lei gli permetterà di continuare il suo viaggio, ma prima gli consiglia di scendere nell’Ade e consultare l’indovino Tiresia riguardo al suo futuro. Nell’Ade incontrerà anche sua madre. Da quando l’eroe se ne è andato via, la maga non hai mai smesso di sperare di rivederlo un giorno: era sicura che prima o poi i loro destini si sarebbero riuniti, amore "strano", unico dunque, per una maga sempre indifferente agli uomini finché non incontra quell’eroe che le appare ‘diverso’.
Circe, dunque, la dominatrice che disprezza i maschi finché non ne incontra "l'amore unico e impossibile", che finge di avere paura perchè "agli uomini piace vederci sottomesse"
E poi, Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, "l'amore materno".
Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, “dea ex machina”, che sprona sia Telemaco che Ulisse a fare ciò che devono.
Atena, la figlia di Metis, la divinità della saggezza e dell’intelligenza; la prima moglie di Zeus, padre dalla cui testa uscirà la stessa Atena come fosse stata partorita. Per questo è una dea dai tratti maschili, poiché è nata senza il bisogno di una donna, è pura e intoccabile e inoltre non può procreare. La sua attività preferita è la guerra, ma ama anche riflettere e non provare emozioni, proprio come Ulisse.
«Nell’Odissea è fortissimo il rapporto che lega Ulisse alle donne, umane e divine, incontrate per caso, in tutto il poema sono sempre loro a trasformarlo da naufrago a uomo, e lo fanno attraverso l’amore in ogni sua forma» (Cristina Dell’Acqua)
Uno spettacolo affascinanate che si sviluppa in un, rapido e ininterrotto alternarsi di punti di vista e di immagini, che fa vibrare di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola alta sulla varietà e sulla verità dei sentimenti femminili, arrivando, al termine, alla domanda di oggi "Quando arriverà il tempo della Pace?".
La regia di Cinzia Maccagnano, molto attenta ai sentimenti ed alle emozioni e la raffinata perizia delle interpreti (Federica Di Martino, Sonia Barbadoro, Eleonora Bernassa, Beatrice Ceccherini, Liliana Massari e Silvia Siravo) sottolineano l’alternarsi di sentimenti e differenti punti di vista al femminile.
Molto suggestiva la scenografia che richiama immagini antichissime, accompagnata da una originale base musicale.
Lo spettacolo sarà a Sarsina (FC) per il Plautus Festival, il 6 Agosto 2025..
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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