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Assoutenti: stazioni moderne e rete ferroviaria regionale vecchia
Si è appena inaugurata una bellissima stazione terminale a Montesanto delle Ferrovie Cumana e Circumflegrea, ma discutibile è la funzionalità della rete per i disservizi che si verificano quotidianamente, i ritardi, gli affollamenti, la mancanza di pulizia.
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Si è appena inaugurata una bellissima stazione terminale a Montesanto delle Ferrovie Cumana e Circumflegrea, ma discutibile è la funzionalità della rete per i disservizi che si verificano quotidianamente, i ritardi, gli affollamenti, la mancanza di pulizia.
Infatti, pur partendo da un grandioso progetto di sviluppo del Metro Regionale, che doveva realizzarsi entro il 2005 prima, poi 2011 mentre ora si parla addirittura di 2015 , dobbiamo constatare che, in effetti, s'è privilegiato spesso e volentieri il momento di realizzazione delle Stazioni, cosa necessaria se ne scaturisce funzionalità per l'utenza, ma non sufficente a garantire qualità e regolarità del servizio.
Senza entrare nel merito tecnico di scelte di dubbia opportunità, come alcuni sottopassi forse più "spettacolari ed artistici" che necessari e funzionali, o di immense e lunghe scale mobili, spesso ferme, al posto di più funzionali e spaziosi ascensori, il vero dato allarmante è dato dalla "vetustà" dei materiali rotabili e delle strutture che tali ferrovie hanno, in primis Cumana, Circumflegrea e Ferrovia Vesuviana, con tempi d'esercizio ridotti, cadenze di passaggio eccessive e scarso confort in generale.
Più in generale manca uno sviluppo ben pianificato dell'intera rete, con tratti ovunque da realizzare anche di importanza notevole ai fini dell'offerta, come la mancata chiusura dell'anello della linea 1 (collinare) da Picinola a Capodichino e verso Garibaldi, mentre sappiamo come stentino i lavori tra Piazza Dante e la Ferrovia. Esistono poi tratte in esercizio di scarsa utilità pratica o funzionalità momentanea, come la linea 6 che tra Fuorigrotta e Mergellina, trasporta un numero irrisorio di passeggeri al giorno, che corre in parallelo ad altri esercizi più utilizzati, come la linea 2 e la stessa Cumana, e della cui esistenza non viene data nemmeno notizia all'ingresso di Piedigrotta, o il Metro Campania Nord Est, tra Piscinola e Mugnano (per ora), che non pare interessi granché i pendolari.
Infatti uno dei grossi tallone d'Achille di questo sistema di sviluppo è la pratica mancanza di interscambio tra servizi ferroviari e quelli su gomma. Infatti nonostante la legge nazionale sui trasporti, tra l'altro, dica che le linee su gomma dovranno progressivamente divenire in ambito urbano di esclusivo supporto a quelle su ferro, ciò di fatto non avviene. Vari sono i motivi, tra cui su Napoli e Campania l'esistenza di tante aziende di gestione separata del Trasporto Pubblico Locale che a loro volta stipulano miriadi di contratti di servizio (sulla cui reale applicazione si nutrono molte perplessità) con gli Enti Locali, e con una Regione che in teoria dovrebbe solo pianificare il trasporto, ma di fatto interviene nella gestione limitando e confliggendo con i compiti che più propriamente dovrebbero essere di Provincia e Comune.
Su queste tematiche di non facile soluzione, ma che si scontrano con i vantati propositi di Integrazione del trasporto Locale (ed il biglietto integrato!) più volte pronunciati proprio dall'Assessore Cascetta, intendiamo come Assoutenti Campania sempre più incalzare le istituzioni, cui più volte abbiamo chiesto incontri senza apparente risposta, nonostante tanti vantati propositi di ascolto dell'utenza. La stessa Consulta Regionale della Mobilità, già prevista dalla legge n.3 del 2002, e che dovrebbe vedere la partecipazione attiva delle Associazioni degli Utenti, giace praticamente in qualche cassetto.
Antonio di Gennaro
Delegato Provinciale AU Napoli
v.Cilea, 129 -80127 NA
mail:assoutentinapoli@alice.it
Cell. 3471932873
Infatti, pur partendo da un grandioso progetto di sviluppo del Metro Regionale, che doveva realizzarsi entro il 2005 prima, poi 2011 mentre ora si parla addirittura di 2015 , dobbiamo constatare che, in effetti, s'è privilegiato spesso e volentieri il momento di realizzazione delle Stazioni, cosa necessaria se ne scaturisce funzionalità per l'utenza, ma non sufficente a garantire qualità e regolarità del servizio.
Senza entrare nel merito tecnico di scelte di dubbia opportunità, come alcuni sottopassi forse più "spettacolari ed artistici" che necessari e funzionali, o di immense e lunghe scale mobili, spesso ferme, al posto di più funzionali e spaziosi ascensori, il vero dato allarmante è dato dalla "vetustà" dei materiali rotabili e delle strutture che tali ferrovie hanno, in primis Cumana, Circumflegrea e Ferrovia Vesuviana, con tempi d'esercizio ridotti, cadenze di passaggio eccessive e scarso confort in generale.
Più in generale manca uno sviluppo ben pianificato dell'intera rete, con tratti ovunque da realizzare anche di importanza notevole ai fini dell'offerta, come la mancata chiusura dell'anello della linea 1 (collinare) da Picinola a Capodichino e verso Garibaldi, mentre sappiamo come stentino i lavori tra Piazza Dante e la Ferrovia. Esistono poi tratte in esercizio di scarsa utilità pratica o funzionalità momentanea, come la linea 6 che tra Fuorigrotta e Mergellina, trasporta un numero irrisorio di passeggeri al giorno, che corre in parallelo ad altri esercizi più utilizzati, come la linea 2 e la stessa Cumana, e della cui esistenza non viene data nemmeno notizia all'ingresso di Piedigrotta, o il Metro Campania Nord Est, tra Piscinola e Mugnano (per ora), che non pare interessi granché i pendolari.
Infatti uno dei grossi tallone d'Achille di questo sistema di sviluppo è la pratica mancanza di interscambio tra servizi ferroviari e quelli su gomma. Infatti nonostante la legge nazionale sui trasporti, tra l'altro, dica che le linee su gomma dovranno progressivamente divenire in ambito urbano di esclusivo supporto a quelle su ferro, ciò di fatto non avviene. Vari sono i motivi, tra cui su Napoli e Campania l'esistenza di tante aziende di gestione separata del Trasporto Pubblico Locale che a loro volta stipulano miriadi di contratti di servizio (sulla cui reale applicazione si nutrono molte perplessità) con gli Enti Locali, e con una Regione che in teoria dovrebbe solo pianificare il trasporto, ma di fatto interviene nella gestione limitando e confliggendo con i compiti che più propriamente dovrebbero essere di Provincia e Comune.
Su queste tematiche di non facile soluzione, ma che si scontrano con i vantati propositi di Integrazione del trasporto Locale (ed il biglietto integrato!) più volte pronunciati proprio dall'Assessore Cascetta, intendiamo come Assoutenti Campania sempre più incalzare le istituzioni, cui più volte abbiamo chiesto incontri senza apparente risposta, nonostante tanti vantati propositi di ascolto dell'utenza. La stessa Consulta Regionale della Mobilità, già prevista dalla legge n.3 del 2002, e che dovrebbe vedere la partecipazione attiva delle Associazioni degli Utenti, giace praticamente in qualche cassetto.
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Ufficio Stampa
Antonio di Gennaro
Assoutenti Delegazione Provinciale Napoli (Leggi tutti i comunicati)
Via Cilea
80127 Napoli Italia
antonio.digennaro@alice.it
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Allegati
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