"La forma del colore" mostra personale di Antonio Di Zio artista del movimento ASTRACTURA
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La pratica creativa dell’artista Antonio Di Zio sembra richiamarsi al portato di quella importante stagione della storia artistica italiana, in cui fu tentato un possibile connubio tra istanza futurista e prospettiva astrattista (oggi io la chiamo “Astractura”). Fu una stagione molto fertile e si segnalarono molti artisti nell'impegno di dare corpo a tale progetto creativo: pensiamo almeno a Balla, Dottori, Severini. Il progetto era ambizioso giacché mirava a raggiungere l'obiettivo di una sintesi tra dinamiche di stampo 'analitico' proprie dell'Astrattismo e il bisogno di rimodellazione storica del dato oggettivo proprio del Futurismo, che immaginava un nuovo corso delle vicende umane nel segno della velocità.

Ciò che questo artista provvede a fare, con la sua ricerca, rivela l'impegno di individuare, all'interno di una sensibilità storicamente consolidata, l'opportunità di uno spazio di autonomia propositiva, che si rivela perseguita attraverso l'impressa segnica dei suoi elaborati creativi, ove traspare una sorta di agglutinazione cromatica che appare frutto di un ductus talvolta più stemperato e, talvolta, più umoralmente pastoso. Una ricerca interessante, peraltro, la sua, per la messa a punto di un luminismo decisamente efficace che si propone come versato a tradurre nella prestanza di una esuberanza cromatica il valore di una iridescenza addensata che si fa quasi metafora di trasparenze evidentemente suggerite per allusione psicologica e come tentativo di prodursi in uno scintillio di riflessi.
Rosario Pinto
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