Viaggio nei trasporti ferroviari della Toscana Franco Banchi: “Altro che tagliare nastri, si pensi ai pendolari”
Comunicato Precedente
Comunicato Successivo
Anche in ambito ferroviario Giani continua a tagliare nastri. Ma la sostanza?
Ieri, 25 Luglio, alla stazione di Santa Maria Novella Il governatore ha assistito al “varo” di un nuovo treno, che ha definito di ultima generazione. Ha rimarcato il fatto che si tratta del treno numero 70 dei 100 nuovi e moderni treni previsti dal contratto di servizio firmato tra Regione e Trenitalia. Giani è stato molto furbo nell'oscurare l'altro dato, che segna l'inadempienza rispetto agli annunci.
Di quale dato si tratta?
Si è dimenticato di dire che nel contratto di servizio ( 2019- 2034 ), stipulato tra Regione Toscana e Trenitalia, si prevedeva che 86 nuovi treni fossero già in servizio nel 2023. Quindi il cronoprogramma è saltato. Questo non lo ha detto. Allo stesso modo non ha certo ripetuto il dato economico saliente: dei 912 milioni investiti, 843 milioni di euro provengono da Trenitalia e 69 milioni dalla della Regione Toscana. Come spesso accade, sembra che abbia fatto tutto lui.
Ma il problema non è legato dunque solo all'introduzione di nuovi treni, centrale è la questione della qualità del servizio?
Certo, la questione è complessa, come sanno bene gli utenti dei servizi ferroviari della nostra regione, specialmente i pendolari. Al riguardo ho in mente la linea Arezzo-Firenze, Pontassieve-Borgo San Lorenzo e la Faentina. Ricordo che nel nuovo Contratto di Servizio Trenitalia si è impegnata a portare avanti il miglioramento della qualità del servizio ferroviario, il comfort dei mezzi e l'efficacia della manutenzione.
Se ben capisco, il problema è quello del rispetto e del controllo relativo agli impegni presi. Sbaglio?
Proprio così. A mio parere questa diarchia rigida tra Regione e FS crea un sistema troppo escludente. E' vero che il contratto prevede monitoraggi dell'azienda, ispettori regionali, verifiche di customer satisfation, ma, alla fine, il perimetro si restringe ai due contraenti. La prospettiva vera è quella di garantire la “terzietà” nel controllo, con la presenza di tutti i soggetti in gioco. C'è bisogno di un coinvolgimento diretto ed esplicito dell'utenza.
Attraverso quali modalità specifiche?
Bisogna andare alla radice. Non basta assolutamente informare gli utenti, attraverso operazioni-trasparenza a posteriori. Vanno coinvolti alla partenza del procedimento. Ad esempio, la Regione Liguria ha previsto che le associazioni e i comitati dei pendolari potranno partecipare alla redazione del nuovo contratto di servizio del trasporto ferroviario. Un bel passo avanti.

Se non sbaglio, alcuni parti del contratto di servizio parlano però di esigenze di riservatezza …
La presenza delle associazioni e comitati degli utenti non deve invadere gli ambiti di competenza dei contraenti legali. Devono conciliarsi esigenze di partecipazione, trasparenza e perimetro istituzionale.
Ci sono altre modalità che possono rafforzare la partecipazione ?
Sono convinto di sì. Ad esempio la modifica del contratto di servizio, con una postilla aggiuntiva, che renda obbligatorio per Trenitalia confrontarsi singolarmente almeno una volta all'anno direttamente sul territorio o meglio sui territori su qui insistono le linee ferroviarie, a cominciare da quelle più critiche. In altre parole: occorre un intero percorso di accompagnamento e verifica del contratto di servizio ( prima, durante e alla fine ), che veda protagonisti gli utenti. E parlo non delle linee di mercato ( alta velocità ), ma di quelle dei pendolari.
In questi mesi si è mosso molto anche il PD...
Mi viene da dire che siamo alla farsa. Ho letto anch'io dell'iniziativa 'Pendolari in attesa. Ci vediamo in stazione', promossa dal deputato e segretario toscano Emiliano Fossi e da Francesco Gazzetti, consigliere regionale e responsabile Infrastrutture e Trasporti del Pd Toscana. Che dire? Consiglio ai dirigenti PD di perdere meno tempo in pose demagogiche e governare invece il problema, che se non sbaglio li vede in maggioranza in questa regione.
Per concludere: quale la problematica più urgente che le viene in mente in relazione al trasporto ferroviario?
Duro sceglierne una. Credo che sia urgente lavorare sullo studio esaustivo di tutti i provvedimenti tecnicamente assumibili per contenere l'interferenza con l'AV sulla Direttissima e all'ingresso del nodo di Firenze. C'è il rischio reale di una lunga penalizzazione dei treni dei pendolari, soprattutto per il passaggio di alcuni treni della AV sulla linea lenta.
Ufficio Stampa
Franco Banchi
AreaBianca (Leggi tutti i comunicati)
(Firenze) Italia
[email protected]




